OK

DOCG Barolo Villero - Giacomo Fenocchio 2009


Data pubblicazione 11.04.2014
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
Nome Villero
Denominazione Barolo
Tipo
Anno 2009
Gradi 14
Regione Piemonte
Nazione Italia
Voto 8.9
PRODUTTORE
NomeGiacomo Fenocchio
IndirizzoLoc. Bussia, 72
CAP12065
ProvinciaCuneo
RegionePiemonte
Telefono0173 78675
E-mailinfo@giacomofenocchio.com
Sitohttp://www.giacomofenocchio.com
Mappa44.582924,7.97989
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
In casa Fenocchio, con quel cognome che più langhetto non si può, che sa di attaccamento alla terra d’origine, di riscatto orgoglioso dalla “malora”, essere dalla parte della tradizione nel fare vino è una scelta obbligata e naturale. Fanno vino secondo tradizione, che non vuol dire farlo all’antica, da cinque generazioni rispettando il pensiero del trisnonno Giovanni, capostipite della famiglia (l’azienda fu fondata nel 1864) che amava dire: “Tutti fanno il vino allo stesso modo, semplicemente perché è così che va fatto, non sta a noi cambiare un metodo, una cultura”.

E così nel produrre vini, esclusivamente da vitigni autoctoni (Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Freisa, Arneis) dai propri dieci ettari di vigneto, i figli di Giacomo Fenocchio, i fratelli Claudio, Albino ed Alberto, avendo la fortuna di disporre di vigneti assolutamente vocati, nel caso dei tre Barolo, parti della Bussia a Monforte d’Alba, del Cannubi a Barolo e del Villero a Castiglione Falletto, possono procedere, senza clamori, consapevoli della giustezza del loro operare, secondo lo stile antico, con lunghe macerazioni e fermentazione naturale senza aggiunta di lieviti per 30 giorni circa in vasche di acciaio inox e invecchiamento/affinamento per 6 mesi in tini di acciaio inox e 30 mesi in botti di rovere di Slavonia di grande capacità (35-50 ettolitri). E un anno in bottiglia prima di essere commercializzato.

E questo stile antico piace così tanto che l’80% della produzione è venduta all’estero nonostante i Fenocchio non ricorrano a tecniche aggressive di marketing e commercializzazione, ma si limitino a lavorare bene e a vendere a prezzi sensati.

Tre i Barolo che producono e ognuno, com’è logico che sia, dotato di una propria storia, di una personalità peculiare, con la grinta del Cannubi, i tannini delicati che sembrano quasi polvere di cacao e i profumi di lamponi e rosa del Villero, e la complessità del Bussia, dei tre quello che conta su un numero di bottiglie maggiore e nelle grandissime annate anche su una versione riserva con tre anni di affinamento in legno. Vini che esprimono l’anima, fatta di sottili e quasi impercettibili sfumature dei Barolo, dei loro diversi terroir, vini dove l’artificio enologico non entra in gioco, ma la capacità, onestà e modestia del produttore che rinuncia ad essere protagonista e lascia che sia solo la terra a parlare.

Nel caso del Barolo Villero, di cui ho gustato e trovato di misura classica l’annata 2009, si tratta di un vigneto piccolo, un solo ettaro esposto a sud ovest a 300 metri di altezza, con 60 anni d’età, una produzione contenuta in 55 quintali per ettaro e un terreno di tipo elveziano, con sedimenti argillosi e calcarei ricchi di ferro e una presenza di tutte e tre le sottovarietà, Michet, ma anche Lampia e Rosè, nella vigna.

All’assaggio, pur se ancora con il carattere del Barolo giovane, che ha bisogno di riposare in bottiglia in cantina e di attenuare alcune asperità l’ho trovato già dotato di una sua ben delineata personalità, a partire dal colore rubino brillante luminoso non di grande intensità tipicamente da Nebbiolo, per proseguire con la suadente fragranza aromatica, profumi di rosa, lampone, accenni di prugna e sottobosco, sfumature di cacao in evidenza, di rosmarino il tutto all’insegna della delicatezza e dell’eleganza.

Bocca suadente, con i tannini vellutati e naturalmente dolci tipici del Villero, tutto all’insegna del sale, del nerbo, dell’eleganza e della stoffa, con una piacevolezza già contagiosa, sfumature terra, prugna sotto spirito, polvere di cacao, una bella sensazione di avvolgenza e di calore. Ottimo equilibrio e un’acidità ben calibrata. Già piacevole, volendo da bere già ora, ma destinato a migliorare e diventare più complesso con il tempo se resistete alla tentazione di stappare…

CONDIVIDI
COMMENTA

LEGGI ANCHE

#