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Docg Barbaresco Riserva - Marchesi di Barolo 2001


Data pubblicazione 18.10.2012
VOTO MEDIO
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Il Barbaresco affascina, poche storie, anche se da sempre vive un passo indietro, appena nascosto dalle spalle imponenti e severe del Barolo. La sua agile e sottile eleganza mi ha sempre acchiappato: è difficile rintracciare potenza, pienezza e bevibilità tutte in un unico bicchiere, con tale costanza quantitativa e qualitativa. E spesso, molto spesso, tutto questo si accompagna a dosi considerevoli di emozioni. Certo, esistono le eccezioni.



Il Barbaresco dei Marchesi del Barolo, cantina superpotenza della Langhe, un'industria vitivinicola da 1.500.000 di bocce l'anno, è un vino importante, imponente, presente. Soprattutto in questa sua versione riserva di un'annata "discreta", come la 2001.



Il colore è bello e prezioso: rubino scuro al cuore ma già di granato rilucente e gioioso all'attacco del vetro. I profumi sono puliti, corretti, attesi: il frutto spiritato e per niente spiritoso, le rose dimenticate, il tabacco cioccolatoso, buonissimo. Ed altre morbide complessità a seguire.



In bocca la struttura si fa importante, il sorso si slega in apertura per poi ricomporsi quasi magicamente, a dare quella sferzata di sabauda severità che pareva latitare, forse a causa di un tannino va bene elegante, va bene fine, ma che speravo anche meno sonnacchioso.



Un bel bicchiere, corretto, quello che vorresti al tavolo quando vuoi vincere piuttosto facile. Per le emozioni, stappare un'altra boccia.

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