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DOC Irpinia Coda di Volpe 2012 – Vadiaperti

Data pubblicazione 09.04.2014
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VOTO MEDIO
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DI FRANCESCO ANNIBALI
DOC Irpinia Coda di Volpe 2012 – Vadiaperti
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“Sul Fiano e sul Greco ce la battiamo con altri, ma sulla Coda di Volpe non abbiamo rivali!”, mi fa Raffaele Troisi, deus ex machina di questa mitica Vadiaperti, più che una azienda un autentico punto fermo della agricoltura irpina.

Ma in Raffaele non c’è presunzione, solo la spontanea consapevolezza, e il meritato orgoglio, di chi sa di lavorare bene.

Utilizzato solitamente come vitigno da blend, per portare un po’ di rotondità e immediatezza a uve eccezionali ma scontrose in gioventù come fiano e greco, il coda di volpe, se vinificato in purezza, come in questo caso, è una sorta di biglietto da visita in bianco dello straordinario terroir irpino.

E se la freschezza di certo non manca (nonostante da un punto di vista meramente analitico si tratta di un’uva generalmente poco acida), quello che entusiasma è il mix di florealità (lavanda, gelsomino), toni agrumati (arancio candito) e frutta secca (pistacchio) proposto sia ai profumi che al palato.

Ma non solo di ‘vino di frutta’ stiamo parlando: la tensione e la fragranza riconducono chiaramente alla aspra campagna irpina. Finale persistentissimo.

Punteggio tirato per la mia scarsa conoscenza del prodotto.

Poco più di 10 €.

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