Dev'essere rubino: ma lo intuisci più che vederlo, tanto è fitto e sanguigno. Ma di sangue venoso.
Strettissimo l'ordito, su una trama verisimilmente tesa in bifore impettite.
Profumi mediterranei corrono sulle ali di un vento di maestrale, torrido e avvolgente: poi il frutto maturo, la confettura di mirtilli. Aggiungi una virgola di cioccolato nero, sul finire.
Il sorso è tipicamente impegnativo: attacca bruscamente, presentando subito gli estratti e la polpa.
Dalla bottiglia appena apperta riceverai una sensazione di mollezza, che l'aria poi evolve nelle parti dure e il Blasio si sposta sul terreno di un nuovo equilibrio, più terreno. Lungo, e in lunghezza lascia trasparire anche un flenile ricordo di liquirizia.