Quello con lo Champagne Marguerite Guyot è stato amore a prima vista, e non parlo di Florence, l'indubbiamente amabile donna che ha deciso di intitolare la sua produzione alla memoria della nonna. Florence mi ricorda molto Jo di Piccole Donne: minuta ma energica, affascinante ma senza fronzoli, pratica e sognante allo stesso tempo e soprattutto sorridente mentre racconta appassionata la nascita del suo champagne.
Cresciuta vicino a Lione, in una famiglia produttrice di un celebre amaro alle erbe e proprietaria dell’antica cave fondata dal suo trisnonno, sin da piccola giocava tra i cartoni di champagne affascinata dalla magia di quel vino, finchè non ha deciso di fare delle bollicine dello champagne la lente attraverso cui guardare i colori del mondo. Ha iniziato ad importare in Italia un’antica Maison e dopo alcuni anni ha deciso di proporre al mondo la sua visione dello champagne, con l’aiuto di un amico produttore a Damery, nel cuore della Vallèe de la Marne. Il suo brand nasce dal ricorrere del tema floreale nei nomi della famiglia, e diventa un omaggio al ricordo della nonna, Marguerite Guyot. Dalla bellezza del fiore, e dall'ispirazione che questo elemento naturale ha saputo dare nei secoli al mondo dell'arte, specie nella Francia dell'Art Nouveau, nasce l'ispirazione per il suo champagne, che vuole diventare simbolo di eleganza e femminilità. Da qui la chiave di lettura per la scelta delle etichette, che compongono come petali un'ideale corolla fatta di vitigni vinificati in purezza e assemblaggi di raffinato stile, come il rosè Fleur de Flo.
La Cuvée Desir è il primo petalo color verde, simbolo di speranza e futuro, rappresenta la discrezione di una femminilità ancora acerba e timida, ma con lo slancio di attesa della giovinezza. Pinot Meunier in purezza, vinificazione in solo acciaio e 36 mesi di affinamento in bottiglia. Uno champagne fresco, immediato, ma affatto banale, quasi ricco nella sua semplicità elegante. I profumi sono un bouquet di gigli e camomilla, note di mela e pera fresche a dare vivacità, leggera suadenza di crema pasticcera. Il sorso è velluto, morbido e armonioso, una mousse di bollicine invade delicatamente il palato, lievi scorze di limone candito, jasmine tea bianco, un velo di miele di fiori di zagara e l'olio di mandorle e pinoli dolci sul fondo, che non manca di spunti minerali. Una pioggia di petali delicati che si poggiano sul cuore.