Tutti a raccontarsi i menù tradizionali della strega baghega, per la vigilia e la vigilessa. E il Natale e il brodo e il cappone.
In effetti questo insaccato si incontra più facilmente - o quantomento: meno raramente - sotto Natale, in guisa di complemento ai bolliti e ai rosti del giorno di festa. E' raro perchè difficilissimo da stagionare, e non proprio placido da preparare.
A fare un po' di archeologia dell'insaccato, questo pezzo ha quattro quarti di nobilità cremonese: è nato infatti - pare - dalle parti del Polesine quando il Polesine batteva bandiera Cremonese. E' della famiglia dei cotechini, ma contiene anche una parte consistente di pasta di salame che lo rende lussurioso di consistenza e lussureggiante al sapore.
Viene usata una parte larga e bitorzoluta del budello, dalla sezione simile a quella del "Gentile" ma più spesso. Per questo la Mariola va ammollata una notte in acqua dolce e fredda, e cotta generosamente a bassissimo fuoco: anche 4 ore.
Con il purè, con la salsa verde, e con un bel Lambrusco grosso e fitto come l'amato Rodomonte di Breda Cisoni, che nel cuor mi sta.