Joe Bastianich

Imprenditore e volto televisivo di talent show di successo. Le sue grandi passioni sono la cucina e la musica. Le sue origini italo-americane sono motivo di orgoglio, anche grazie alla mamma Lidia, cuoca famosa nel mondo.

Gli esordi nella ristorazione

Joseph Bastianich, detto Joe, nasce a New York nel quartiere Astoria, nel Queens, il 17 settembre 1968 da Linda e Felice, ristoratori migranti istriani proprietari dal 1971 del Buonavia, ristorante italo-americano a Forrest Hills. Qualche anno dopo apriranno insieme il Ristorante Felidia e Lidia Bastianich diventa una vera e propria celebrità, icona dell’autentica cucina italiana a New York. Ma è al Buonavia, modesto ristorante di quartiere, che Giuseppino, come lo chiama la nonna, trascorre le giornate dopo la scuola e impara, cominciando come lavapiatti, il mestiere di ristoratore.

Un business man tra vini, famiglia e un sodalizio interrotto

Nel 1989 si laurea al Boston College in filosofia e scienze politiche. Da principio Joe vuole diventare un pezzo grosso di Wall Street, ci prova e viene assunto alla Merril Lynch, nota banca d'investimento. L’avventura finanziaria dura poco e Bastianich parte per un lungo itinerario in Italia, ripercorre le tappe dei viaggi fatti da bambino con la famiglia, torna dai parenti, visita importanti case vinicole, produttori e ristoranti. Durante questo viaggio consolida la sua formazione enogastronomica e insieme la consapevolezza di appartenere definitivamente a quel mondo.

Al rientro a New York apre il suo primo ristorante, il Becco, sulla Quarantaseiesima strada nel Theater District, iniziando così la sua brillante carriera di Restaurant Man che lo porterà a costruire un vero impero. Nel 1995 sposa Deanna Damiano, madre dei suoi tre figli: Ethan, Miles e Olivia.

Nel 1996 Joe Bastianich acquista la sua prima azienda vinicola, e fa della sua poderosa passione per il vino un altro business. Non solo passione: la motivazione è anche quella di eliminare gli intermediari e incrementare i margini, perché questa è la visione di Joe, appassionato, sognatore ma business oriented.

Dal fortunato incontro con Mario Batali, cuoco americano, allora proprietario del Ristorante Po, nasce l’idea del Babbo Ristorante e Enoteca. Ha inizio una collaborazione proficua e duratura tra uno degli chef più estrosi e popolari di New York e un imprenditore impulsivo ma oculato. Il Babbo apre nel 1998 nel West Village e ben presto Ruth Reichl, allora responsabile delle recensioni ai ristoranti per il New York Times, gli assegna tre stelle. Tre stelle ovvero la garanzia di un locale sempre affollato, destinato a diventare il paradigma della cucina italiana in città. Il sodalizio con Batali prosegue per molti anni, fino all’apertura di Eataly nel 2010. Il rapporto tra i due si interrompe poi bruscamente nel 2018 a causa delle vicende giudiziarie che coinvolgono il cuoco, che uscirà dalla società Bastianich Ospitality Group.

Ancora una volta, dopo un viaggio a Roma decide di portare a New York lo spirito delle osterie di Trastevere e apre il Lupa, che già nel nome contiene tutta la romanità che vuole esprimere. Un locale semplice a buon mercato per far conoscere ai newyorkesi un'altra cucina italiana, quella delle trattorie della capitale, semplici senza pretese e nel rispetto della tradizione.

L’intento di Bastianich è sempre più chiaro: vuole riproporre l’esperienza italiana nelle sue molteplici forme. Con Batali aprirà l’Esca, lanciando il “sushi italiano”, dopo aver scoperto che i pescatori del Belpaese mangiano il pesce crudo, condito con del buon olio. Anche questa volta il ristorante ha sede in un luogo strategico, a due passi dalla sede del New York Times.

Le quattro stelle del NYT e la popolarità in tv

L’evento più significativo della vita professionale di Bastianich è la recensione del più prestigioso quotidiano internazionale che "premia" con quattro stelle (come dire straordinario o imperdibile) il Del Posto, esclusivo locale nella Decima Strada, nato nel 2005 in società con la madre Lidia e Mario Batali. Il Del Posto è il suo capolavoro ma anche l’impresa più ardua e costosa. Il Del Posto è ancora l’unico ristorante italiano a New York a cui il New York Times ha riconosciuto 4 stelle dal settembre del 2010.

L’esperienza culinaria proposta da Joe Bastianich parla sempre italiano, ciò che cambia è il livello, semplice o sofisticato, la cucina proposta e l’accessibilità. Fino alla pizza (o meglio un compromesso di pizza) che verrà servita nel suo Otto, pizzeria di New York, dopo una doverosa visita alla celebre insegna storica Da Michele, a Napoli.

Iron Man, musicista e salutista con equilibrio, Joe esce dai confini della città e apre locali anche a Los Angeles e a Las Vegas sempre all’insegna di quello che supponiamo essere una delle sue passioni più forti: l’Italia. La stessa Italia che emanava effluvi di trippa dal panino del lunch box di scuola, con cui fa pace dopo un iniziale rapporto conflittuale e di cui si innamora.

Nel 2010 in società con la madre e Oscar Farinetti apre Eataly a New York, nello stesso anno inizia la sua carriera televisiva: Gordon Ramsay gli propone infatti di affiancarlo nella conduzione di MasterChef USA.

Dal 2011 è fra i giudici di MasterChef Italia, accanto a Carlo CraccoBruno Barbieri, e così esplode la sua popolarità. È lo stesso Bastianich a candidarsi e convincere la produzione italiana ad ingaggiarlo per la prima edizione. Nel 2019 decide di lasciare il programma per virare su un'altra sua passione, quella per la musica. Si chiude una porta e si apre un portone: nel 2020 e nel 2021 lo troviamo tra i giudici del talent Italia's Got Talent, in compagnia di Frank Matano, Mara Maionchi e Federica Pellegrini.

Ristoranti

I locali di Joe Bastianich formano un vero impero negli Stati Uniti, pari a circa una ventina di locali. L'unico rimasto in Italia, in Friuli, è in fase di ristrutturazione ed è collegato a un'azienda agricola che produce il vino.

Ecco i principali ristoranti:

  • A New York
    "Becco", "Babbo Ristorante e Enoteca", "Lupa", "Esca", "Casa Mono", "Bar Jamón", "Otto", "Del Posto", "Eataly"
  • A Los Angeles
    "Osteria Mozza", "Pizzeria Mozza", "Chi Spacca"

Vi sono poi, tra gli altri, "B&B Ristorante" a Las Vegas e "Orsone" a Cividale del Friuli.

Libri di Joe Bastianich

  • Le regole per il successo, Mondadori, 2020
  • Te la do io l'America Italia - New York 50 ricette andata e ritorno, Rizzoli, 2015
  • Restaurant Man. Vita, vino e cibo di un giudice di Masterchef - Rizzoli, 2014
  • Con Sara Porro, Giuseppino. Da New York all'Italia: storia di un ritorno a casa, UTET, 2014
  • Grandi vini: An Opinionated Tour of Italy's 89 Finest Wines, Clarkson Potter, 2010
  • Con David Lynch, Vino Italiano: The Regional Wines of Italy, Clarkson Potter, 2002

Compriamo la merce, la lavoriamo e la vendiamo per profitto

Joe Bastianich (Dal libro Restaurant Man)

Curiosità

  • È nonna Erminia a prestargli i soldi per aprire il suo primo ristorante, il Becco: 80 mila dollari ben spesi. Nonna Erminia, giunta in America nel 1958 come rifugiata politica, fu la prima della famiglia a lavorare nel settore del cibo trovò infatti impiego alla Walken’s Bakery, ad Astoria, di proprietà dei genitori di Christopher Walken. Il libro Giuseppino prende avvio proprio dalla storia di nonna Erminia, coraggiosa istriana entrata negli Stati Uniti come rifugiata politica e racconta l’esperienza televisiva di Joe Bastianich.
  • Joe Bastianich e Mario Batali chiamano il loro primo locale insieme Babbo perché entrambi, all'epoca, avevano avuto il loro primo figlio. Le loro origini italiane li portano a scegliere un’espressione toscana dal suono ospitale.
  • Bastianich è celebre anche per le metafore che improvvisa assaggiando i piatti a MasterChef. Qualche esempio: “Il tuo raviolo sembrava cibo cinese da asporto lasciato in frigo per tre giorni e riscaldato al microonde.” E ancora: “Il problema di questo piatto è che mi ha bloccato la gola come una pallina di catrame e devo andare all’ospedale adesso se no muoro”. “Sembra il vasetto di cibo di cane che io apro per il mio Quattro. Il mio cane si chiama Quattro.”
  • Questo naturale talento all’insulto creativo, oltre a un italiano goffo e pieno di improbabili neologismi, gli vale una brillante imitazione da parte del celebre comico Crozza, che per anni fonda la sua performance su suoi errori nell’uso della lingua italiana e sulla sua sagace ferocia con i partecipanti al talent di cucina.
  • Insieme a Belén Rodríguez e ad altri due soci nel 2015 Bastianich rileva il Ricci a Milano, antico ristorante meneghino decaduto; il tentativo è quello di risollevare le sorti del locale trasformandolo in un luogo d’incontro dall’atmosfera americana. Ma il Ricci ha vita breve: il locale non fa presa sui milanesi e il connubio con Belén non sembra andare a gonfie vele. L’avventura milanese di Joe si conclude in fretta e al Ricci subentra la celebre pizzeria da Michele, la stessa che aveva ispirato Joe ai tempi dell’apertura di Otto.
  • Joe Bastianich è il Restaurant Man più sfrontato e solido del piccolo schermo. Nel libro omonimo si racconta la storia di un uomo che è partito facendo il lavapiatti ed è arrivato a successi internazionali senza smarrirsi mai. Il volume racconta la sua vita con tono autentico e a tratti irriverente. Le solide radici famigliari, oltre a fiuto e talento, sono i valori trasmessi dalla mamma Lidia, l’essenza della professione di Restaurant Man l’eredità paterna. Divagazioni e passioni la cultura, la filosofia, la musica sopra tutto l’enogastronomia italiana. Il messaggio è forte, vivi in modo intenso, ribelle, rischia e non sciupare: questa mistura di ingredienti ha creato le condizioni per il successo di Joe, senza le scorciatoie che gli si potrebbero attribuire. Restaurant Man ci porta dentro allo scenario della ristorazione newyorkese e alla complessità del sogno più diffuso. Da leggere prima che l’ambizione di aprire un ristorante diventi realtà.

MasterChef Italia 4 - Mai servire a Joe Bastianich il pollo crudo

Ho deciso di dedicare la mia vita al cibo perché ho la convinzione profonda che sia un’enorme occasione di felicità

Joe Bastianich (Dal libro Giuseppino. Da New York all'Italia: storia del mio ritorno a casa)

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