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Cos'è successo nella terza puntata di MasterChef 8: colori, ricordi d'infanzia e tris di uova

Data pubblicazione 01.02.2019
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Cos'è successo nella terza puntata di MasterChef 8: colori, ricordi d'infanzia e tris di uova
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Voi vi siete lavati le mani?”. È con questa frase che Anna, 72 anni, inaugura la terza puntata di MasterChef 8, la prima che vede i 20 concorrenti sfidarsi nelle classiche prove che gli appassionati del talent culinario ormai conoscono bene: Mistery Box, Invention Test, la Prova in esterna e il sempre temuto Pressure Test. Diciamo subito chi è il primo eliminato: si tratta di Paola, che da Dublino era tornata in Italia per dedicarsi completamente alla cucina e che vede sfumare le sue speranze per colpa di una omelette al salmone.



Cos'è successo nella terza puntata di MasterChef 8: colori, ricordi d'infanzia e tris di uova

 

Indipendentemente, però, dalla gara, ecco quali sono state per noi le tre cose più interessanti della serata.

 

Colore in cucina

Per la prima prova, quella della Mistery Box, i concorrenti hanno trovato sul loro piano di lavoro una scatola piena di ingredienti bianchi, dalla farina al baccalà, passando per il cavolfiore. L’effetto era quello di avere davanti a sé una tela bianca, da dipingere. Come? Con delle nuance ricavate da coloranti naturali (curcuma, zafferano, spirulina, nero di seppia…) che i concorrenti potevano utilizzare per realizzare dei piatti con un mix perfetto di sapore ed estetica. A vincere la prova è stato Salvatore, con una sua particolare versione di carpaccio di baccalà.



Cos'è successo nella terza puntata di MasterChef 8: colori, ricordi d'infanzia e tris di uova

 

Il piatto dell’infanzia dei giudici

La “cucina della memoria”, invece, è stato il tema della seconda prova, quella dell’Invention Test. A introdurlo ci hanno pensato i quattro giudici, mostrando una loro foto da bambini (circa 7/8 anni) e raccontando del piatto preferito di quando erano piccoli e di cui custodiscono un personalissimo ricordo.


La pasta e fagioli di Antonino Cannavacciuolo: lo chef partenopeo ha raccontato di quando sua nonna Fiorentina lo ha chiamato per la prima volta in cucina con lei. Il suo compito? Separare la pasta mista (o “mischiata”, come si dice in Campania). Evidentemente un diversivo, visto che alla fine la nonna riuniva le varie tipologie per preparare la sua pasta e fagioli. Per Cannavacciuolo, quello è il piatto della sua nascita come cuoco. Il segreto della bontà di questo piatto? La nonna metteva in un pentolino dell’olio, dell’aglio, del peperoncino e della salvia, lo faceva scaldare e quando le porzioni erano già in tavola ne versava un cucchiaio come tocco finale.

Luigi Locatelli e il coniglio con la polenta: lo chef ha raccontato di quando andava a pranzare dai nonni Mario e Vincenzina, ogni martedì, giorno di chiusura del ristorante di famiglia. Il padre lo andava a prendere a scuola e poi tutti mangiavano questo piatto povero, che ancora ricorda come il più buono al mondo.

Joe Bastianich e il risotto con i granchi: il giudice racconta di quando sua madre, arrivata in America come immigrata, andava a provare i ristoranti stellati di New York per carpire i segreti dei grandi chef e replicarli. In famiglia si mangiavano cose semplici, come pasta al pomodoro, polpette. La svolta è stata quando la signora Lidia, dopo una delle sue incursioni, ha cucinato il risotto con i granchi, un piatto dell’alta società: per la prima volta Bastianich si è sentito “come i ricchi”, con voglia di riscatto sociale.

Bruno Barbieri e le pappardelle alla lepre
: lo chef racconta di essere stato svezzato a tortellini e tagliatelle al ragù, ma un giorno la nonna gli si è presentata con un piatto diverso dal solito, con un’odoro che il giovane Bruno non sembrava apprezzare. Sono bastate poche forchettate, però, perché si aprisse un mondo. Lo chef aveva scoperto il “sapore del selvatico” e che il suo palato era diventato finalmente adulto.

Uno di questi piatti è stato scelto da Salvatore come protagonista della sfida: e la scelta è caduta sulla pasta e fagioli. A farne la migliore versione è stato Guido.



Cos'è successo nella terza puntata di MasterChef 8: colori, ricordi d'infanzia e tris di uova

 

Le uova “star” del Pressure Test

Nel mondo del food, così come anche in altri ambiti, esistono delle tendenze. In questo periodo, per esempio, si assiste a una riscoperta di alimenti considerati “scontati”, comuni, o più semplicemente di uso quotidiano che, in realtà, nascondono interi universi. È il caso delle uova. MasterChef lo sa bene, ed è per questo che ha incentrato il famigerato Pressure Test mettendo di fronte ai concorrenti tre tipologie di uova differenti con cui realizzare altrettante ricette. Con le uova di quaglia bisognava realizzare una maionese, con le uova di gallina un uovo in camicia e con un uovo di struzzo una omelette.



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