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Il cibo è la prima ricchezza d'Italia. Ce lo spiega Coldiretti

Data pubblicazione 03.09.2020
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In tempi di pandemia ed emergenza Covid il settore agroalimentare è l'unico che resiste per un valore complessivo di 538 miliardi di euro. È quanto emerge da una analisi Coldiretti in occasione del Cibus Forum. La crisi ha infatto fatto crollare i fatturati di tutti gli altri comparti protagonisti del Made in Italy, dalla moda alle automobili fino all’arredamento. Insomma, le campagne italiane, tra stalle, serre e aziende, continuano a produrre nonostante le difficoltà legate alla pandemia.

I NUMERI - Dai campi agli scaffali il mondo del cibo garantisce 3,8 milioni di posti di lavoro e vale il 25% del Pil grazie all’attività di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. Una filiera che ha registrato una continua crescita dell’export raggiungendo la cifra record di 44,6 miliardi di euro nel 2019. Quasi due terzi delle esportazioni agroalimentari sono diretti verso i Paesi dell’Unione Europea, dove il principale partner è la Germania, mentre fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food.

IL CIBO, ELEMENTO STRATEGICO DA DIFENDERE - “L’emergenza globale provocata dal coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza”, afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che "l’Italia può contare su una risorsa da primato mondiale ma deve investire per superare le fragilità presenti e difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali”.

UNA RICCHEZZA DA PRESERVARE - Basti pensare che l'Italia può vantare 305 specialità Dop/Igp/Stg, compresi grandi formaggi, salumi e prosciutti, riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. E l’Italia è anche leader nella biodiversità. Sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e 533 varietà di olive contro le 70 spagnole. Il Belpaese – conclude Coldiretti – è il primo produttore Ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea.



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