Sempre con riverenza mista a timore, avvicinarsi a Caprai Arnaldo. Di cui ricordo giovanile delibazione di Sagrantini e Rossi di Montefalco ai tempi delle prie esplorazioni enogastro - umbre. E si parlava, nella allora decaduta e fascinosa piazza di montefalco, di bottiglie da qualche mille lire, e grande gusto.
Di ben altro ora significa l'etichetta, e il Belvedere è prodotto intermedio. Temibile ma rassicurante nella sua curatissima veste editoriale, palesa questo colore rubino cupo e profondo, impervio alla luce gentile di lapadine da pochi watt. Niente archetti ma profumo caldo, avvolgente, ampio, con la prugna cotta in apertura. Il tema sangiovese viene poi svolto ocn etrattai più animali, e muschio infondo. Gran botta d'alcool che finisce presto. In bocca misurato, elegante, compiuto nel suo disegno progettuale. Molto spinto.