La Via Emilia in Moto - Appunti di Gola

La Via Emilia in Moto

Pubblicato il: 14 aprile 2017

Argomenti: Notizie

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Nell’editoriale che apre la Guida il direttore di Dueruote, Cristian Lancellotti, racconta un po’ come è andata la cosa.  E cioè che io sono andato da lui con questa idea farlocca di scrivere una storia sulla Storia della Via Emilia percorrendo la Statale 9, che non sono la stessa cosa. Lui mi guardò non senza perplessità, perché in effetti non c’è strada meno guidabile della SS9: traffico omicida, interminabili rotatorie, limiti ossessivi. E poi le tangenziali, crivellate di esercizi commerciali che paiono edificati solo per sgominare l’idea di bellezza. Periferie distopiche, orizzonti piatti, ragazze di vita. Dunque come sopravvivere a tutta questa bruttezza.

Chian’ chian’, come dicono a Napoli, ho insinuato il dubbio che la Via potesse essere un pretesto, come peraltro lo fu per il suo mecenate, quel Marco Emilio che le diede il nome e lo diede pure alla mia città natale: una scusa per costruire un potente strumento militare per muovere le legioni su e giù da Rimini a Piacenza. Perché ventidue secoli fa qui finiva l’Italia, il Po era un ostacolo serio, e i Galli della tribù dei Boi non è che fossero così condiscendenti con l’Urbe, che dal punto di vista loro era l’invasore.

Allora ho iniziato a raccogliere dati, a progettare un volume che alla fine risulterà di 192 pagine: scrivendo un capitolo per ogni città-capoluogo incontrata. Leggendo le fonti e andando su e giù – come le legioni – diverse volte, con la moto. Quattromila chilometri, duemila foto, quasi cento luoghi di ristoro visitati, a volte anche tre o quattro in un giorno. E attorno alla via si è formato un grappolo di notizie che arricchiscono il racconto di informazioni pratiche: dove dormire, dove e cosa mangiare, i vini, cosa comprare. E le ricette, naturalmente: che se c’è il Cucchiaio c’è ricette. Una per ogni città, rifatte di nuovo con un occhio alla memoria e uno all’invenzione. Tortellini, tagliatelle, la piadina, il risotto con la raspadura. I mondeghili! scritte e fotografate all’uovo.

Ecco allora che Cristian ha “licenziato” il volumetto, soprattutto quando ho risolto l’ultima obiezione, quella relativa al piacere della guida: per ogni città abbiamo inserito un itinerario alternativo, soprattutto verso le valli che si dipartono dalla Via per risalire i corsi d’acqua che a pettine scendono dall’Appennino per catafottersi nel Po’, laggiù nella bassa. Più di una volta mi sono fermato ai bordi della Strada, spegnendo la moto all’ombra di una casa cantoniera diroccata, con i camions a pettinare le sopracciglia, chiedendomi com’era qui, allora: una immensa pianura forestata, infestata di ribelli tagliagole, con questa riga “glareata” che la tagliava proprio nel mezzo. Oppure a ricordare le vicende storiche, agghiaccianti per ferocia e furia soprattutto nel periodo medievale, quando le città emiliane brillavano per voltaggabanesimo a seconda del dominio di questo o quel signore o signoretto. E allorva via di castelli e di stragi, di ricostruzioni e di chiese, di eserciti stranieri e di briganti nostrani.

Un lavoro gigantesco che ha coinvolto la redazione di Dueruote, quella di Legenda per la cartografia, l’Art Director di Domus per la grafica. Il risultato è dunque ora in edicola assieme al numero di maggio della rivista. Ci sono dentro un sacco di aneddoti, tanti amici che fanno da mangiare o che producono il vino, duecento e passa foto tra cui quelle del prodigo Max Serra, che – ahivoi – ha ripreso le Harley con cui abbiamo fatto il fatto, purtroppo, non raramente con me a bordo.

Non c’era lo spazio per tutti i ringraziamenti, per cui metto qui in ordine casuale tutti coloro che mi hanno dato una mano a mettere insieme duemiladuecento anni di robe: a partire appunto da Max Serra, Luca Bonacini, Elisa Mazzavillani, Mauro Forcati, Elisa Torreggiani, Marivì Bernasconi, Luca Dall’Aglio, Tommaso Farina; Giuseppe Basile, Ivana Foti, Daniele Airoldi e Manolo Vento che non mi hanno mollato nel dramma della chiusura del volume sul fronte grafico; Alessandra & Alessandra che dal Marketing ci hanno creduto; e infine – ovviamente – redazione e il gruppo di Dueruote con in testa Cristian Lancellotti, Lorenzo Cascioli, Pino Mottola, Alberto Brioschi e tutti quelli che dimentico che hanno reso possibile tutto ciò.

Ultimo ma non ultimo, un grazie di cuore all’Editore, che ritaglia uno spazio anche per queste operazioni “laterali” che danno un senso al nostro andare.

In edicola a 5.50€, 9€ in bundle con la rivista.

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