Molini del Ponte è una realtà da tempo dedicata al recupero ed alla valorizzazione di varietà autoctone di grani e cereali siciliani, spesso dimenticate o relegate ai margini del mercato. Produce secondo tradizioni millenarie, a pietra, propugnando importanti valori storici ed etici.
Il Tumminìa - o Timilia - è una varietà di grano duro, dal grano scuro e allungato, tanto che anche la pasta risulta di un importante color caffèlatte. Ha un buon contenuto proteico ma basso indice di glutine: la trasformazione in pasta richiede perciò una attenzione particolare.
La tagliatella che abbiamo di fronte è spessa, ruvida, fragile non ostante lo spessore rilevante. La superficie è traslucida. La cottura indicata sulla confezione è di 4 minuti, ma trascorso il tempo la pasta è ancora molto dura: lavorarla in padella a questo punto potrebbe essere rischioso.
Per ordine: dalla confezione il profumo è sottilissimo, quasi impercettibile, mentre appena immersa nell'acqua la tagliatella di Tumminia restituisce un effluvio granesco vaporoso e diritto.
Per rispettare al massimo la particolare tessitura di questa pasta conviene portarla a cottura quasi al punto: la scarsa capacità di idratazione non le farà perdere il "dente". Mantecata lontano dal fuoco raccoglie bene sughi anche delicati: vegetali, con formaggio. Ha sapore dolce e deciso, quindi vien facile pensarla preda di sughi generosi: alla prova al contrario pare valorizzarsi di condimenti lineari, semplici, anche delicati che la mettano in luce e non competano.
Nel piatto la tagliatella tiene bene il punto, e rasenta la perfezione in quanto a digeribilità.
La prova è avvenuta in purezza e con
questa ricetta, con fave e uova di trota. La sensazione tattile è entusiasmante: una porosità rustica e aggrappante, con un tratto di morbida sabbiosità che esalta il boccone. Il sapore è persistente, lineare, nitido.
Un prodotto bello e diverso.