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Pandolce genovese
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VOTO MEDIO
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Pandolce genovese
CONDIVIDI
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ESECUZIONE RICETTA
MEDIA
TEMPO PREPARAZIONE
30 MIN
TEMPO COTTURA
60 MIN
TEMPO LIEVITAZIONE
5H
TEMPO TOTALE
6H E 30 MIN
CALORIE
565 CALORIE
PORZIONI
6 PORZIONI

 
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INGREDIENTI
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  ALTRI INGREDIENTI
• 500 g di farina setacciata
• 25 g di lievito di birra
• 150 g di zucchero
• 1 cucchiaino raso di sale
• 100 g di burro morbido
• 30 g di uvette
• 25 g di arancia candita
• 30 g di pinoli
• 1 cucchiaino di semi di finocchio.
PER DECORARE:
• un rametto di alloro
PROCEDIMENTO
Preparate la pasta: in una terrina diluite il lievito con poca acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero, poi mescolatelo con 50 grammi di farina, coprite e lasciate fermentare per circa 30 minuti. Mescolate la restante farina con il sale, disponetela a fontana sul piano di lavoro, al centro mettete lo zucchero avanzato, il burro a pezzetti e il lievito, lavorate l’impasto con acqua tiepida fino a ottenere una liscia consistenza. Incorporatevi l’uvetta bagnata e strizzata, l’arancia candita tritata, pinoli e semi di finocchio. Trasferite l’impasto in una terrina imburrata, coprite e lasciate lievitare per 2-3 ore lontano dalle correnti d’aria. Quando la pasta avrà raddoppiato il volume, trasferitela sul piano di lavoro, datele una forma rotonda e adagiatela in una teglia foderata con l’apposita carta. Copritela con un telo da cucina e fatela lievitare ancora per circa 2 ore. Al momento di cuocerla praticate un taglio a croce sulla superficie e mettete in forno caldo a 190° per circa 1 ora (consigliabile per i primi 30 minuti in forno ventilato). Ritirate, lasciate raffreddare a temperatura ambiente, quindi trasferite il pandolce sul piatto da portata, infilate sulla sommità un rametto d’alloro e servite.
FONTE
Questa ricetta è presente sul libro "Il Cucchiaio d'Argento Cucina Regionale"
 
PER SAPERNE DI PIU'
Secondo alcuni storici questo dolce sarebbe di origine persiana. Pare, infatti, che il primo giorno dell’anno il paggio più giovane offrisse al sovrano un grande pandolce che poi veniva diviso tra i cortigiani. Nelle famiglie liguri è il componente più giovane che il giorno di Natale sfila dal pandolce il rametto beneaugurante d’alloro.

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Nektàr
Colore giallo oro e profumo intenso e armonico. Emergono note floreali, di frutta matura, erbe aromatiche e spezie dolci. Al palato è avvolgente e caldo; si confermano le sensazioni percepite al naso, arricchite da eleganti note di miele e resine di bosco. Finale lungo, ben bilanciato da freschezza e mineralità.
Recioto di Gambellara
Un vino dolce ottenuto da uve Garganega in appassimento. Le uve fresche sono appese verticalmente su grandi schermi mobili ed esposte ai venti di asciugatura fino al mese di febbraio. Le uve vengono fatte in parte fermentare sulle bucce in tini aperti per circa 15 giorni, in modo da rafforzare la flora microbica naturale. Tre anni dopo la vendemmia viene messo in bottiglia.
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