Affrontare senza paura il legno, trarne il buono e scartare la pula: son cose che van sapute, intuite, vissute.
Eccolo giallo, dorato, intenso come oro foglia: riflessi piccoli, grigi. Viscosità controllata e gran dinamismo.
Naso compatto: quasi solido, accentrato attorno a descrittori di disarmante classicità ripresi in generose porzioni attuali: il fondo di matite colorate, il sottile vibrare del legno, uno scarto laterale che ricorda la salamoia, fumè, e un altro milione di cose che si muovono cangianti, spostandosi nella mappa dei riconoscimenti con il tempo e la temepratura.
L'assaggio: che arraffa subito l'orlo del palato per non rilasciarlo che al termine del sorso, anzi molto dopo. Affilato, s'allarga risalendo verso un centro pieno, appagante senza rischiare la polpa. Poi l'eplosione finale, un compendio di direzioni complementari, generoso, sterminato.
Bicchiere che rimane aggrappato al ricordo a lungo.