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Ecco perché con il digiuno non si dimagrisce

Data pubblicazione 17.07.2017
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Ecco perché con il digiuno non si dimagrisce
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Di Carla Lertola, Medico Specialista in Scienze dell'Alimentazione e Valentina Bolli, Dott.ssa in Dietistica

 

Quante volte, soprattutto dopo una grande mangiata, ci siamo detti che il giorno dopo non avremmo toccato cibo? E quante volte ci è venuto in mente di limare velocemente il nostro peso non mangiando? La vera domanda da farsi, quindi, è: il digiuno è davvero una strategia vincente per porre rimedio a un’esagerazione del giorno prima o per mettersi rapidamente in forma per la prova costume?



Diciamolo subito: per perdere peso in maniera corretta non esistono diete miracolose o fulminee che possano aiutarci, digiuno compreso. Se abbiamo il desiderio di perdere quei 3 o 4 chiletti dobbiamo restringere la quota calorica giornaliera senza privazioni definitive, quindi mantenendo sempre un equilibrio: escludere interi gruppi alimentari è vietato, soprattutto i carboidrati che, molto spesso, sono i primi a essere incriminati e, di conseguenza, eliminati (ingiustamente). Un calo di peso, sia esso piccolo (fino a 4 chili) sia più elevato (oltre i 4 chili), necessita sempre del giusto tempo. Quale? In una settimana è concesso perdere tra il mezzo chilo e il chilo, non di più.


Digiunare potrebbe essere d’aiuto? No. Basta vedere come reagisce il nostro corpo per capirlo. I meccanismi che si innescano durante il digiuno sono quelli che i nostri antenati hanno imparato a “sfruttare” per poter sopravvivere quando vivevano di caccia. Il nostro corpo, infatti, è in grado di resistere molto tempo senza mangiare grazie a delle complesse reazioni biochimiche che ci permettono di ricavare energia dai nostri depositi energetici.



Se in fase di digiuno guardassimo il nostro corpo con una lente d’ingrandimento vedremmo che le nostre cellule per poter vivere e i nostri organi e apparati per poter funzionare cercherebbero l’energia necessaria nei grassi (trigliceridi) e dal glicogeno, che è il deposito di zucchero (glucosio) nel fegato. Quando il digiuno inizia a prolungarsi il nostro corpo, in mancanza di zucchero che si esaurisce rapidamente, prende parte dell'energia che gli serve anche dalle proteine, sottraendole da una delle funzioni cui sono destinate: costruire “mattone dopo mattone” i nostri muscoli. Ecco allora che il digiuno protratto porta a consumare la nostra massa magra: ciò significa un rallentamento del metabolismo basale, condizione sfavorevole al dimagrimento.



In conclusione, non perdiamoci d’animo se sgarriamo una sera: il mattino dopo rimettiamoci di nuovo in carreggiata senza privarci inutilmente del cibo che non ci “intossica”, ma al contrario ci nutre.

 

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