Attualità

Mandorlo in Fiore 2026: ecco perché visitare Agrigento a marzo

pubblicata il 24.02.2026

Dal 7 al 15 marzo Agrigento si accende: colori ovunque, musica che rimbalza tra le vie, profumo di zucchero e mandorla nell’aria, un piacevole scompiglio che travolge la città per una settimana

La leggenda del Mandorlo in Fiore

La primavera è alle porte e, se chiedi a un agrigentino cosa aspetta con più impazienza nella sua città, la risposta è una sola: il Mandorlo in Fiore. Il richiamo di questa festa risuona talmente forte che il tempo si ferma e la nostalgia dei siciliani fuorisede che non possono prendervi parte aumenta.

Ma perché visitare Agrigento durante questo periodo? Quali eventi? Cosa si potrà gustare? Andiamo con ordine. Tutto nasce da una leggenda: la dea Atena, impietosita dalla morte di Fillide, amata di Acamante, eroe partito per la guerra di Troia, trasforma quest’ultima in un mandorlo che all’abbraccio dell’uomo inizia a germogliare.

Che la sua fioritura annunci la primavera è cosa nota, qui però si dà vita ad uno spettacolo unico e ricchissimo. Persino i mandorli, dicono i locali, sembrano anticiparne l'arrivo, quasi impazienti di mostrarsi nel loro momento migliore (restiamo romantici e, per un attimo, mettiamo da parte la realtà del cambiamento climatico).

Ecco il programma: cosa fare, date, biglietti e tema 2026

La maggior parte degli eventi e spettacoli sarà gratuita e si terrà nelle vie di Agrigento fino alla Valle dei Templi, simbolo indiscusso della città, mentre per alcuni spettacoli, come quello della domenica conclusiva, sarà necessario acquistare un biglietto tramite i canali ufficiali

L’affluenza prevista è alta e il programma è ricchissimo: dal 7 al 15 marzo sfilate folkloristiche con gruppi da tutto il mondo, la celebre fiaccolata serale fino alla Valle dei Templi, il Festival Internazionale del Folklore, spettacoli teatrali e, ovviamente, stand con cibo e prodotti locali. Il clima mite della città accoglierà i visitatori che per nove giorni avranno la possibilità di godersi, insieme ai locali, una città viva e densa di eventi, sotto il segno del tema di quest’anno, settantottesima edizione: Tradizioni di Pace.

Cosa mangiare al Festival del Mandorlo in Fiore

Come potremmo poi raccontare una festa siciliana senza celebrarne le delizie? Questa ricorrenza nasce negli anni Trenta per volontà del conte Alfonso Gaetani, con l’intento di promuovere le eccellenze dell’isola, prima fra tutte la mandorla: da allora la gastronomia si è sempre riconfermata protagonista.

La recente creazione del Mandorlo in Fiore Food Village ha inoltre trasformato le eccellenze locali, prodotti che non hanno bisogno di troppe presentazioni, in un magnete per turisti italiani e non solo: l’offerta spazia dai dolci iconici che omaggiano il frutto simbolo della festa, primi fra tutti quelli con la pasta di mandorla, ai classici della frittura come gli arancini (o arancine), in tutte le loro varianti.

Dalle specialità della tradizione ai record mondiali

Non mancano i capisaldi della tradizione, dalla ricca caponata alle specialità di pesce come la pasta con le sarde. Un vero trionfo di sapori che si sprigiona tra gli stand e le gastronomie locali: si va dalla tipica arrostuta siciliana, con carne alla brace cotta a puntino, fino alla sfiziosa pizza fritta, per chiudere con una fresca granita o l’immancabile croccantezza dei cannoli

A completare il menu, anche piatti forse meno noti come il cudduruni, ovvero una focaccia rustica ripiena, di solito di cipolle, acciughe e olive nere, saporita e perfetta da gustare passeggiando tra le vie della città, così come altre specialità tipiche della tradizione sicilianapane e panelle, pane ‘ca meusa (panino con la milza), sfincione e molto altro.

Non solo stand, ma anche competizioni culinarieshowcooking e addiritura record mondiali: nel 2011 infatti, durante la manifestazione è stato realizzato il torrone più lungo del mondo: più di 600 m, 1500 kg di mandorle e circa 400 cuochi impegnati nella colossale opera, un’operazione che dimostra ancora una volta la portata e le capacità di questa festa, nonché lo spirito di collaborazione tra cittadini, addetti di ristorazione e turismo e amministrazione.

Mandorlo in Fiore: i consigli di una collega che lo ha vissuto fin da bambina

C'è un modo speciale, però, di raccontare il Mandorlo in Fiore: attraverso chi lo ha vissuto per tanti anni. Una nostra collega di redazione, di Agrigento, ci ha confidato che, da piccola, questa festa era uno dei momenti che attendeva con più entusiasmo: i colori accesi dei costumi tradizionali, la musica, quello scompiglio che trasformava la città in un palcoscenico. Oggi resta uno dei suoi ricordi più preziosi.

Il suo consiglio? Perdersi tra le vie della città durante il Festival, senza un programma rigido: in ogni angolo si viene travolti da una leggerezza rara. Tra i momenti più emozionanti la fiaccolata serale, un appuntamento capace di esser percepito come intimo, nonostante le centinaia di persone presenti. Poi naturalmente, c'è il cibo. L'invito è quello di assaggiare senza esitazioni tutto ma se proprio si deve scegliere, allora consiglia la mignolata, una girella di pane tipicamente farcita con olive nere, formaggio, salsiccia e cipolla (ma diffuso anche con la mortadella), street food tipico agrigentino e irresistibile!

 

Perché non è la solita sagra

Durante questa festa, se il mandorlo in fiore unisce nello spirito di rinascita e pace tra i popoli, la tavola è il compimento materiale di questa unione: il cibo diventa il filo conduttore che lega il patrimonio agricolo, la storia millenaria e la tipica accoglienza isolana, confermando l’identità di un popolo e un territorio che si esprime inevitabilmente attraverso i suoi sapori forti e inconfondibili.

Il Mandorlo in Fiore è una parentesi luminosa, spesso sottovalutata, un’esplosione di colori e sapori che interrompe la routine e tiene lontano, almeno per qualche giorno, il rumore del mondo. Ma forse non è soltanto una bolla. Forse è un bisogno profondo che trova finalmente spazio: rispondere alla complessità del presente con bellezza, calore, vitalità. Come solo la Sicilia, e poche altre terre, sanno fare.

Celebra la tradizione anche a casa

Sappiamo benissimo che non per tutti è possibile assistere dal vivo al meraviglioso spettacolo del Mandorlo in Fiore, ma una cosa è certa: possiamo comunque portarne lo spirito nelle nostre case. La primavera non è solo un passaggio da ammirare ma anche un'atmosfera da vivere a tavola.

Dopo tutto, Pasqua si avvicina e quale momento migliore per preparare una ricetta che celebra i sapori autentici della tradizione siciliana e non? Lasciati ispirare dal nostro agnello pasquale di pasta di mandorle, di cui vi abbiamo raccontato la storia, una ricetta che celebra rinascita e convivialità e trasforma il pranzo in un piccolo rito di festa

Agnello pasquale
  • Preparazione 45 min
  • Esecuzione media
INGREDIENTI
  • 400 g di farina di mandorle
  • 240 g di zucchero a velo
  • 150 g di miele
  • 50 g di acqua
  • 140 g di farina o granella di pistacchio
  • 70 g di farina di mandorle
  • 125 g di zucchero a velo
  • 90 g di sciroppo di glucosio
  • 3 g di sale
  • 20 g di acqua
  • 50 g di gocce di cioccolato
  • 40 g di marmellata di pere
  • zucchero a velo
  • amido di mais
  • burro (per ungere lo stampo)
PROCEDIMENTO
1

Per preparare l’agnello pasquale per prima cosa dedicatevi alla pasta di mandorle. Unite nella ciotola della planetaria la farina di mandorle con lo zucchero a velo e il miele e lavorate fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungete l’acqua poca alla volta dosandola in modo da rendere compatta la pasta. Se dovesse risultare troppo morbida, potete aggiungere dello zucchero a velo. Trasferite su una spianatoia e impastate aiutandovi con dello zucchero a velo, fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo.

2

Ungete le due parti dello stampo con un po' di burro e spolverizzatele con abbondanti zucchero a velo e amido di mais.

3

Distribuite la pasta di mandorle aiutandovi con le dita, dovrete riempire le due metà fino ai bordi, poi richiudete. Schiacciate l’impasto verso le pareti dello stampo in modo da creare una cavità centrale. Mantenete un po' di pasta di mandorle in eccesso in modo che sbordi dallo stampo, servirà poi per chiudere la base dell'agnello.

4

Preparate ora la pasta di pistacchio. Unite nel mixer la farina di pistacchio e la farina di mandorle, lo zucchero a velo, il glucosio, l’acqua e il sale e frullate fino a ottenere un composto omogeneo. Trasferitelo in una ciotola, aggiungete le gocce di cioccolato e la marmellata di pere e amalgamate.

5

Aiutandovi con un cucchiaio, distribuite la farcia all’interno della cavità dell’agnello e richiudete bene la base con la pasta di mandorle in eccesso.

6

Sformate e, se necessario, rifinite delicatamente con un coltellino il vostro agnello pasquale. Lasciatelo riposare per due giorni ed eccolo pronto per essere servito e gustato!

La redazione

Condividi

LEGGI ANCHE