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10 erbe spontanee primaverili

pubblicata il 02.04.2014

Andare per erbe non è solo un utile ed educativo passatempo, ma una maniera importante di variare la nostra alimentazione, sempre più impoverita dall'agricoltura intensiva praticata su larga scala. In generale, al fine di evitare confusioni, incontri con piante tossiche, e per un metodo di raccolta davvero consapevole, è necessario: - raccogliere solo ciò che si conosce al 100%. In caso di dubbi, è consigliabile portare a casa un solo esemplare di quella specie, conservandolo separato dal resto, per poi analizzarlo con maggiore calma in un secondo momento; - dotarsi di un buon manuale per il riconoscimento o praticare la raccolta con persone esperte. Io mi sento di consigliare questo bellissimo volume: "La mia cucina con le piante selvatiche" di Meret Bissegger, SlowFood CH, Edizioni Casagrande; - rispettare la natura, raccogliendo solo la parte edule della pianta e solo le quantità di cui si ha davvero bisogno, senza estirpare tutto ciò che pare avere un aspetto commestibile; - evitare i luoghi contaminati. Di seguito, un elenco di alcune delle piante selvatiche che si possono trovare in primavera: 1. Tarassaco (Taraxacum officinale): chiamato anche dente di leone, il tarassaco è una piccola pianta erbacea spontanea che può assumere svariate forme. Cresce comunemente in prati e pascoli e si riconosce per foglie dentate con le punte rivolte verso il basso, che possono essere lisce o pelose. Quelle più tenere in primavera possono essere consumate crude. Hanno uno spiccato sapore amaro che può essere lenito da una cottura in acqua. Questa pianta contiene potassio, calcio, fosforo e magnesio, insieme a un'elevata quantità di caroteni e vitamina C. Si consuma crudo, in insalata condito con olio e aceto, oppure cotto. Ricetta consigliata: insalatina ai capperi; 2. Bruscandolo (Humulus lupulus): questa pianta rampicante assume diversi nomi di origine dialettale: luvertis, asparagina o bruscandoli. Sono i germogli del luppolo selvatico e vengono raccolti in primavera in riva ai fiumi, nei boschi giovani, tra rovi e siepi. Ipocalorici, hanno proprietà tonificanti, diuretiche, lassative e rinfrescanti. Hanno un sapore amarognolo e vengono utilizzati per frittate e risotti. Possono essere confusi con altri rampicanti, per questo un buon metodo per riconoscerli può essere quello di passare un germoglio sul dorso di una mano tenendolo dalla parte inferiore: se si attacca vuol dire che è luppolo. Ricetta consigliata: risotto con bruscandoli; 3. Ortica (Urtica dioica): è una pianta perenne, disponibile tutto l'anno in quanto i getti, una volta tagliati, ricrescono. In genere si raccolgono i germogli con 3-4 paia di foglie. È urticante, i peli delle sue foglie infatti, a contatto con la pelle, si rompono facendo fuoriuscire un liquido irritante. In cucina viene utilizzata sin dai tempi dei greci e dei romani e si consuma previa bollitura per minestre, risotti, zuppe e frittate. Contiene numerosi sali minerali, caroteni, acido folico, tannini e proteine. Ricetta consigliata: tagliatelle con ortiche e gamberi; 4. Aglio selvatico (Allium vineale - Allium oleraceum): è una specie appartenente al genere Allium. Ha foglie cilindriche che, prima della fioritura, possono essere scambiate anche con comuni ciuffi d'erba. Si riconosce per il classico odore sulfureo che emanano cipolla, aglio e porro. Spesso lo si trova sotto i cespugli, lungo le scarpate nei boschi, nei vigneti e nei campi. Le sue foglie possono sostituire in cucina l'erba cipollina, i piccoli bulbi invece vengono utilizzati in insalata. 5. Crescione (Nasturtium officinale): foglie lucide e verdi scure, piccoli fiori bianchi (nel periodo maggio-giugno) e gusto piccante, sono i tratti distintivi di questa pianta che cresce lungo i corsi d'acqua, i fossi e i ruscelli con acqua limpida. Del crescione si raccolgono, con le forbici, foglie, infiorescenze socchiuse e gli steli. Si utilizza a crudo, da solo o in insalata, nelle salse, in ripieni e minestre. Ricetta consigliata: salsa alle erbe; 6. Margheritina (Bellis perennis): chiamata anche pratolina, è una piccola pianta perenne che si trova molto agevolmente nei prati e nei giardini. Ha foglie pelose, a forma di cucchiaio, che in primavera (o in autunno) viene utilizzata in insalata. I capolini dei fori ancora chiusi possono essere utilizzati come capperi. In insalata è consigliabile mescolarle ad altre erbe; 7. Acetosa (Rumex acetosa - Rumus scutatus): sin dall'inizio della primavera si raccolgono le sue foglie lucide e tenere, le cui caratteristiche variano in base alle specie di appartenenza. Come suggerisce il nome, ha un sapore marcatamente acido, a tal punto che in insalata può sostituire parzialmente l'aceto. In cucina si impiega anche per preparare salse per accompagnare pesce, carne e ortaggi; 8. Silene (Silene vulgaris): di queste pianta si raccolgono le cimette prima della fioritura. Ha foglie di colore bluastro, lanceolate e con un picciolo quasi del tutto assente, che hanno proprietà emollienti e diuretiche. Cresce nei prati, lungo i sentieri, sia all'ombra che al sole. Ha un gusto dolciastro e si utilizza in insalata oppure per arricchire risotti o minestre; 9. Buon Enrico (Chenopodium bonus-henricus): chiamato anche spinacio selvatico, il Buon Enrico cresce nelle zone alpine. Si riconosce per le foglie dalla forma triangolare con lobi appuntiti, cosparse di una polverina nella parte inferiore. Di questa pianta si consumano sia le foglie che le infiorescenze allo stesso modo degli spinaci. Ricetta consigliata: segni e gesti, radici e orto; 10. Piantaggine (Plantago lanceolata - Plantago major): è una pianta molto comune nei prati e lungo i sentieri, le cui foglie variano a seconda delle diverse specie. Quelle della piantaggine lanceolata si riconoscono per una forma affusolata e nervature parallele. Si consumano, quando giovani, crude in insalata insieme ad altre erbe, oppure cotte. Hanno un sapore che può ricordare gli spinaci e anche i funghi.

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