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Perché tutti parlano di UFO Milano, il listening bar di SoPra dove si gioca a bocce

pubblicata il 17.06.2026

Nel quartiere del museo progettato da Rem Koolhaas, del Villaggio Olimpico e del nuovo Scalo Romana, apre UFO Bistrot: un luogo pensato per portare socialità in una delle zone in piena trasformazione di Milano. Con tanto di campo da bocce.

La Fondazione Prada progettata da Rem Koolhaas dentro un'ex distilleria, il Villaggio Olimpico che ha accolto gli atleti delle Olimpiadi invernali del 2026, il nuovo Scalo Romana e una costellazione di uffici, showroom e studi creativi: l'hanno chiamato SoPra, South of Prada, il quartiere manifesto della Milano contemporanea, ricco di istituzioni culturali, nuove architetture e luoghi da visitare, ma ancora povero di luoghi dove fermarsi e incontrarsi.

Qualcosa però da poco è cambiato. Nel cortile che ospita Lubna, il listening bar nato negli ambienti dell'ex deposito industriale accanto a Fondazione Prada, e la Fondazione ICA Milano, istituzione dedicata all'arte contemporanea, è comparso un campo da bocce e, intorno, un nuovo polo culturale che con il suo bistrot punta a diventare uno dei primi veri punti di aggregazione di un quartiere che, fino a oggi, sembrava avere tutto tranne una vita di quartiere.

Un corpo estraneo atterrato su Milano

Il nome non è casuale. UFO - Unconventional Form of Opportunities si presenta come un oggetto quasi alieno nel panorama della zona: non un semplice locale, ma un ecosistema di oltre 1500 metri quadrati che mette insieme ristorazione, musica, editoria, produzione culturale e spazi di lavoro creativi.

Nato dall'iniziativa dell'imprenditore Fabio Lucarelli e dell'architetto Claudio Larcher, il progetto occupa un'ex fabbrica di macchine per gelato completamente trasformata. Dove un tempo c'erano laboratori e parcheggi, oggi convivono la sede italiana di Billboard, lo studio di podcast Boutade fondato da Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, SpaceDelicious, agenzia creativa specializzata in food e hospitality, e altre realtà legate al mondo della creatività e della comunicazione.

L'idea, spiegano i fondatori, è quella di creare un ecosistema in cui professionisti, aziende culturali e pubblico possano condividere gli stessi spazi e generare collaborazioni spontanee. Una formula che Lucarelli e Larcher avevano già sperimentato in altri progetti di rigenerazione urbana milanese, da Lambrate a Farini, e che qui trova terreno fertile in un'area destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni.

L'UFO Bistrot

Al centro del progetto c'è UFO Bistrot, aperto dall'aperitivo fino a tarda sera. Chi lavora negli studi creativi del complesso, chi arriva per una mostra, chi passa per un concerto o una listening session e chi semplicemente cerca un posto dove fermarsi: sono tutti accolti da un progetto culinario che segue la stessa filosofia dello spazio – conviviale, informale, veloce e orientato alla condivisione.

Il menu si muove tra suggestioni mediterranee e influenze internazionali, con piatti pensati per essere condivisi al centro del tavolo. Si parte da piccoli assaggi come il pane arabo con salsa romesco, le polpette di pane con pomodoro e ricotta salata o i cavolfiori fritti con salsa orientale, per poi passare a piatti più strutturati come i casoncelli con fonduta di parmigiano, il risotto alla milanese o il baccalà mantecato con cipolline in agro. A chiudere, dessert come i profiteroles al cioccolato e il gelato artigianale.

L'idea non è quella della destinazione gastronomica da prenotare settimane prima, ma di un bistrot che non si prende troppo sul serio, capace di accompagnare diversi momenti della giornata e della serata. Accanto alla cucina trova spazio, poi, una carta cocktail particolarmente curata, mentre il caffè è affidato a una collaborazione con Caffè Hardy che ha sviluppato per UFO una selezione specialty dedicata.

Gli oblò e i listening bar di Seoul

Questa vocazione trasversale si riflette anche nel progetto architettonico firmato da Claudio Larcher Design Studio con lo spazio che è stato concepito per vivere durante tutto l'arco della giornata: una parte ospiterà una bakery destinata alle colazioni, mentre il bistrot, già inaugurato, entra in scena dal tardo pomeriggio in poi. Gli ambienti restano però gli stessi, senza divisioni nette tra i diversi momenti d'uso. Si può fare colazione, lavorare qualche ora, fermarsi per un aperitivo o cenare nello stesso spazio, secondo una logica che privilegia la continuità e la circolarità.

Anche l'architettura del cortile e della facciata riflettono questa volontà di distinguersi dal contesto, con spruzzi cromatici in fucsia, blu e rosso che rompono con il predominio del grigio che caratterizza gran parte del quartiere industriale. All’interno dei locali, poi, spiccano le grandi aperture circolari che richiamano gli oblò di un'astronave, i tavoli sociali condivisi, i dettagli ispirati alla cultura dei listening bar coreani e giapponesi (impianto hi-fi compreso) e un parquet industriale che scalda l'ambiente. Nel cortile c’è la vera chicca: il campo da bocce rosso realizzato in collaborazione con Amaro Camatti.

Insomma, in una zona di Milano che negli ultimi anni ha attratto investimenti, architetture d'autore e grandi istituzioni culturali, UFO prova a fare di SoPra, per la prima volta, un quartiere dove uscire a giocare a bocce insieme.

Alessia Baranello

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