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Cosa c’entra il caviale con il design? Un’installazione al Fuorisalone lo racconta

pubblicata il 24.04.2026

Al Fuorisalone, l’“oro nero” diventa protagonista con la Caviar Collection di Buccellati. Tra argenti lavorati, atmosfere eleganti e richiami al passato, prende forma un’esperienza immersiva e sorprendente.

Chiamato anche "oro nero", il caviale ha una storia molto più lunga di quella che ci si aspetta. Si ricava dalle uova dello storione - un pesce presente sulla Terra da circa 180 milioni di anni, già raffigurato sulle monete di Cartagine nel 600 a.C. e citato da Ovidio e Plinio il Vecchio - conservate sotto sale. Delle quindici specie di storione esistenti, una decina vengono utilizzate per la produzione di caviale.

Secoli di arte italiana lo confermano. A Venezia, in San Polo, la Calle dello Sturion deve il nome a una locanda raffigurante lo storione, visibile in un dipinto di Vittore Carpaccio del 1494 oggi alle Gallerie dell'Accademia. Alla Pinacoteca di Brera, un dipinto del 1580 di Vincenzo Campi mostra una scena in cui il caviale viene imboccato a un bambino. E secondo una leggenda, al banchetto di nozze tra Ludovico il Moro e Beatrice d'Este nel Castello di Pavia, fu servito agli ospiti in scrigni decorati di pietre preziose.

È proprio da questa leggenda che prende ispirazione la Caviar Collection di Buccellati, presentata alla Milano Design Week con un'installazione immersiva: una tavola imbandita con candelabri, vassoi e posate in argento lavorato, tutti decorati con il motivo a piccole sfere che la maison usa fin dagli anni Trenta. La collezione lo riprende per una linea dedicata alla tavola e alla casa, in cui la lavorazione artigianale dell'argento incontra un'estetica che guarda indietro senza sembrare nostalgica.

L'installazione è dentro la bellissima riproduzione di un ninfeo barocco, uno spazio che nella tradizione classica era legato al riposo e ai banchetti, decorato con sagome dipinte ad acquerello dall'artista Luke Edward Hall che evocano statue antiche, ad esempio quella di Nettuno e le geometrie di quell'architettura.

L’installazione Aquae Mirabiles, curata da Federica Sala e progettato da Balich Wonder Studio si può visitare a Milano fino a questo weekend, facendo un po’ di coda (non troppa) e registrandosi all’ingresso.

La redazione

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