Cos'è il latte di patate: 5 risposte sull'alternativa veg che abbiamo visto a MasterChef
È la novità fra le bevande vegetali, arriva dalla Svezia e presto dovrebbe essere in vendita anche in Italia. Qui ne scopriamo caratteristiche e vantaggi rispetto alla concorrenza
Dopo Oatly, che qualche anno fa ha rivoluzionato il mondo dei latti vegetali (che non si dovrebbero chiamare latte ma tant’è), dalla Svezia arriva un’altra alternativa veg che sta suscitando parecchio interesse nei Paesi in cui è venduta. E che presto sarà disponibile anche nei nostri negozi.
Si chiama DUG, il nome dell’azienda che lo produce è Veg of Lund ed è un latte di patate. È il primo latte di patate ad arrivare sul mercato, e online se ne fa un gran parlare: rispondiamo a 5 curiosità che lo riguardano.
Che cosa c’è dentro al latte di patate?
Ci sono le patate, ovviamente. Sono il 4,5% del prodotto ma non sono da sole: la lista degli ingredienti comprende anche acqua, olio di colza, proteine di piselli, saccarosio, carbonato di calcio, aromi naturali e le vitamine B2, B9, B12 e D. Secondo quanto si legge sul sito del produttore, un litro di latte di patate fornisce 31 kcal, 1,5 grammi di grassi, 3,1 grammi di carboidrati (di cui 2,5 di zuccheri), 1,3 grammi di proteine e appena 0,04 di sale.
Veg of Lund ha brevettato un procedimento di emulsione e produzione che parte dai fiocchi di patate (dunque patate essiccate, senza acqua e senza buccia) di provenienza europea, che vengono lavorati e combinati con gli altri ingredienti nei due impianti dell’azienda, in Germania e nel Regno Unito.
Perché scegliere il latte di patate?
Oltre alle ragioni note, dall’intolleranza al lattosio alla decisione di seguire una dieta vegetariana o vegana più o meno severa (dunque rinunciando in parte o del tutto ad alimenti di origine animale), ce ne sarebbe soprattutto un’altra che rende il DUG preferibile: le patate sarebbero la meno impattante fra le alternative al latte vaccino.
Secondo quanto spiegato online (qui), questo ortaggio ha bisogno per crescere della metà dello spazio richiesto dall’avena e anche consuma il 98% di acqua in meno rispetto alle coltivazioni di mandorle, spesso criticate soprattutto per questo motivo.
Inoltre (e questa è cosa nota), le patate sono fra le più valide fonti di proteine nel mondo vegetale, con un valore di assorbimento da parte del corpo umano superiore a quello di avena, mandorle e soia.
Come si usa in cucina il latte di patate?
Il produttore del DUG sostiene che questa bevanda sarebbe “deliziosamente cremosa” e l’ideale per avere “una schiuma perfetta” per il cappuccino, dunque ovviamente l’utilizzo più comune è a colazione (o dopo pranzo, se sei un tedesco in vacanza in Italia). Ma si può fare anche altro: sul sito di Veg of Lund c’è una sezione Ricette con indicazioni per utilizzarlo anche nella preparazione di torte, dolci al cucchiaio e pure piatti a base di carne bianca.
Chi l’ha già assaggiato l’ha descritto come di sapore “neutro”, cioè che non sovrasta gli altri cibi, cosa che appunto ne faciliterebbe l’uso in cucina. C’è anche chi ha accennato a un “retrogusto un po’ salato”, che ci riserviamo di verificare quando avremo occasione di provarlo.
Quanto costa il latte di patate?
Al momento, il DUG si compra online anche su Amazon (non nel nostro Paese) e in vari negozi fra Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Svezia, mentre il produttore ha già registrato il marchio negli Stati Uniti, lasciando immaginare l’intenzione di muoversi anche verso quel mercato.
E verso l’Italia, dove dovrebbe mancare davvero poco alla commercializzazione del DUG: ancora non si sa quanto il latte di patate costerà nei nostri negozi, ma per avere un riferimento è utile ricordare che nel Regno Unito si aggira sui 2,3-2,5 euro per una confezione da un litro. Cioè più o meno allineato con gli altri latti vegetali attualmente in commercio.
Come fare a casa il latte di patate?
In attesa di poterlo acquistare e assaggiare, il latte di patate si può fare a casa, perché online, come ricordato anche dal sito di Veg of Lund, le ricette non mancano, fra chi lo ha consigliato fra le bevande vegetali del momento (come la blogger Amy Gorin) e chi addirittura ne ha provato diverse varianti con diversi tipi di patate.
In tutti i casi si parte da una patata grande e servono 4-5 bicchieri d’acqua fredda, 3-4 cucchiai di sciroppo d’acero (o miele), un pizzico di sale ed eventualmente anche 2 cucchiai di estratto di vaniglia e una manciata di mandorle o nocciole, sbollentate e messe a bagno per 60 minuti, che dovrebbero rendere il tutto più cremoso. La patata va sbucciata e tagliata a pezzi piccoli, bollita per 6-7 minuti, scolata e messa nel frullatore insieme con sciroppo o miele, sale, 3 bicchieri d’acqua ed eventualmente vaniglia e mandorle o nocciole; si deve frullare il tutto sino a ottenere un composto omogeneo, che va trasferito in una bottiglia filtrandolo con un colino foderato. A quel punto si può regolare di acqua sino a ottenere la consistenza voluta e il latte di patate è pronto al consumo. Come tutte le bevande vegetali, va conservato in frigorifero e agitato un po’ prima dell’utilizzo.
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