Attualità

Il Sabato del Villaggio | L'abominevole approccio quantitativo alla vita

pubblicata il 30.10.2010

Si è appena concluso il baccanale mediatico della presentazione delle guide enogastronomiche. L'evento più rilevante, di assoluto clamore, è stata l'attribuzione di un sonoro 19.75 a Massimo Bottura, dell'Osteria Francescana di Modena da parte della Guida de l'Espresso. Poi a destra e manca un gran bailamme di commenti sul mezzo punto di qua e mezzo punto di là. M'immagino mentre spiego a mio padre che il ristorante a cui lo sto accompagnando a pranzo quest'anno ha 14.5, molto meglio di quell'altro dove eravamo stati l'ultima volta che valeva 14.0 Anche l'indegno scriba di questo diarietto digitale ha lungamente partecipato al giuoco dei numerini per motivazioni già altrove abbondantemente eviscerate: la prima, l'indubbia facilità d'uso della sintesi racchiusa in un punteggio. La seconda, come qualificazione di chi quel punteggio l'attribuisce rispetto un sistema di riferimento condiviso. Con tutte le responsabilità che ciò comporta. Ci sono sempre state due scuole, quella della cruda sintesi atta al confronto (quante figu hai? quanto fa il tuo motore? quanti dischi hai? quanti ristoranti stellati hai fatto?) e quella del sobrio dire per discorsi. Magari non sempre soberrimo, ecco. Punteggi - L'attribuzione di un punteggio sintetizza l'impressione generale su una scala di riferimento facilmente comprensibile, che consente di catalogare e classificare le varie esperienze in progressioni lineari di una certa coerenza, nelle quali chiunqe si può agevolmente collocare in consenso o in dissenso. Il punteggio inoltre fornisce al fruitore un'informazione rapida per decidere come spendere i suoi soldi, magari rimandando l'approfondimento ad un momento più tranquillo. Infine parlare di un Sei Meno Meno racconta come e meglio di mille parole che "Il ragazzo potrebbe fare di meglio, ma non si applica: anzi, fa proprio il minimo indispensabile, e tutto ciò è molto irritante". Purtroppo però lo stesso voto potrebbe significare anche "Il ragazzo si applica ai limiti delle proprie possibilità, ma purtroppo non è tagliato per questa materia e nella migliore delle ipotesi raggiungeràun livello di preparazione appena decente". I giudizi - L'approccio numerico alle cose priva le esperienze delle sfumature: non è possibile condensare l'infinita complessità del reale in un numero, qualsiasi esso sia. Si perderanno sempre i dettagli che sono la ricchezza dell'esperienza. Un giudizio articolato, seppur limitato nell'estensione, consente di accogliere le sfaccettature e raccontarle con minore approssimazione, resistendo alla tentazione di ricondurre il giudizio ad una traduzione  letteraria di una scala di valori: "Questa tavole secondo lei è Ottima, Molto Buona, Buona, Sufficiente o Scarsa? La sensazione è che tutto ciò che riveste la funzione di guida "manabile" debba per forza ricorrere a qualche sistema di classificazione: rapida, univoca, condivisibile. Stelle o Gerbere, Cappelli o Berretti, Forchette o Forconi, occorre una mappa che non debba essere interpretata per essere compresa. Quei romatici che sono ancora innamorati del perduto piacere del racconto, potranno abbandonare la smania numerologica e dedicarsi alla descrizione, luogo deputato della dialettica. E alla fine magari riscopriremo un tratto di leggerezza che sempre più frequentemente mi pare smarrito. Se invece volete il parere di uno che non ha dubbi, potete leggere qui la schietta opinione di Giancarlo Maffi che è giunto a riflettere sui voti per strade diverse ma curiosamente, nello stesso momento. Sul blog di Luciano Pignataro. Un Sabato più "del Villaggio" del solito.

Condividi

LEGGI ANCHE