Attualità

Il Sabato del Villaggio | Ed ora vi presentiamo le ricette di Natale

pubblicata il 11.12.2010

Si avvicina Natale a lunghi passi, come avesse indossato gli stivali delle Sette Leghe. Sei ancora lì che metti ad asciugare i costumi che nelle orecchie comincia già a ronzare quella frase, "Niente regali, quest'anno!" Oppure la sua declinazione calvinista "Quest'anno niente regali inutili". Premesso che non sono bravo a riconoscere i regali inutili, trovo proprio che quest'ultimi siano quelli più amabili. Quelli utili li fanno le nonne - dalla mia 'rivava sempre un cambio di slip [prn: Slàip] di cotone e un tris di calze di lana melangè. Oppure i mariti intiepiditi, che così uniscono vigliaccamente l'utile al dilettevole: compro a te qualcosa che serve a me sotto forma di regalo così posso giustificarmi la spesa. Tipo il nuovo mille pollici iperspaziale, o la macchina del caffè che sembro proprio Sgiorsg Clùnei. Invece vorrei vedere gli Alberi alluvionati di cose inutili, superflue, di cui potresti fare serenamente a meno: ma che solo in questa parte dell'anno non è socialmente riprovevole consumare. Io a Babbo Natale ho chiesto un prosciutto Bellota, una bottiglia di Selosse Substance in Magnum. Ed eventualmente un bel fegato d'oca bloc entier, e un paio di manate di caviale Oscetra. E un cannello per caramellare, da usare due volte l'anno per quando fai la crema bruciata. E soprattutto vorrei che fosse finalmente approvata la legge che sottopone ad una commissione di vigilanza l'apertura di nuovi food blog con l'occasione delle ricette nalizie: che già quel rosso e quell'oro, quell'agrifoglio e quel vischio mi scatenano poderose reazioni cutanee, arrossamenti e secchezza delle fauci. E' giunto il momento che qualcuno lo dica a chiare lettere: le abbiamo già viste tutte, le ricette tradizionali natalizie: abbiamo già letto di tutte le possibili combinazioni, della mise en place, di come accogliere gli ospiti, di dove si deve sedere la padrona di casa e dove invece il secondo marito di nostra cugina acquisita. E ne abbiamo le tasche piene dell'esegesi del capitone stortino, e della cena di magro che a Jano si fa alle cinque del pomeriggio e invece a Mattajano alle sei, perchè nel 1532 Benozzo degli Odescalchi - signore di Mattajano - sbudellò appunto alle cinque del pomeriggio Garimberto dei Garimberti, ducaconte di Jano. Cià, chi è il primo che ci racconta le ricette di Santo Stefano? Immagine: Videomarta

Condividi

LEGGI ANCHE