Attualità

Il Sabato del Villaggio | Contestare il contest.

pubblicata il 18.06.2011

Arriva l'Internet e le aziende fanno facce sghembe: tutto il sistema di comunicazione tradizionale è inadeguato ad accoglierla. I soldi della comunicazione, quelli veri, girano passando attraverso le capàci mani dei Centrimìdia, specie di Moloch irraggiungibili i cui capi sono forse forme di vita aliena precipitate per  errore su questa terra. I Centrimìdia "pianificano": cioè mettono giù la lista della spesa per il loro cliente. Questa è una cosa che può essere fatta - come tutte le altre - molto bene o molto male, e tutte le varianti nel mezzo. Farla molto bene è molto difficile, e può essere anche un mestiere molto complicato. Poi arriva la Rete. Il vecchio sistema di "pianificazione" non funziona più, perchè la "lista della spesa" su Internet è un coacervo amebiforme, sempre in movimento, con decine di piccoli fornitori che hanno proposte commerciali complesse, di non facile comprensione, spesso non del tutto lineari, che devono anche passare attraverso il salto culturale dell'intangibilità: il cartello sull'autostrada lo vedi, la pagina sull' "Eco di Capracotta" la vedi. Il milione di impressions no. Poi arrivano i Social Network, che buttano per aria tutto. Diventa evidente che la traduzione digitale della "pagina" - il banner - non si attaglia alla fascia più evoluta di utenti. Le forme di "display" più invadenti sono quelle da cui l'utente più scafato si protegge, e Fazzabù crea addirittura un ambiente nuovo da cui l'utente "addicted" non vuole uscire. Mai. Allora le aziende, che nel frattempo hanno la faccia sempre più sghemba di fronte all'accelerazione dei cambiamenti, chiamano le "Agenzie" e chiedono loro di inventare "qualcosa di 2.0". Sto alla larga da qualsiasi considerazione in merito, che scotta come l'acqua degli spaghetti, ma ho trovato curioso il fiorire di "contest" di ogni ordine e grado: un po' come le raccolte a punti dei detersivi negli anni settanta. Già, quelle con le quali acquistando prodotti per centomila lire (quanti soldi!) potevi portarti a casa il tuo bel scolapiatti in materiale palstico antiurto Moplèn, bianco o color malva. L'evoluzione della specie è rapidissima e fervida, ma a me pare geniale quello di Vini Santa Margherita, che pur si dà parecchio da fare sul tema. Già di loro si conosce il concorso letterario; tra poco sarnno in giro le bottiglie con il collarino cifrato, con una estrazione di un Sommelier per una sera a casa tua. Ma il vero caso è:A cena con la Star, dove la star sono ben due: Thyago Alves e Caterina Balivo. Non so chi sono, e non lo chiedo a Fratello Gugol: lo snobismo in fondo è l'unico lusso che i blogger si possono permettere. In sostanza le cose vanno così: mettete in campo la vostra creatività, realizzate delle ricette da abbinare a due vini della casa. Il lettore scaltro penserà: ti manderanno a casa il vino. Sbagliato: se vuoi sapere con cosa abbini ti procuri il "Fondatore" sul mercato, mentre la produzione limitata "MC" non è commercializzato. Superato questo marginale impasse, mandi le ricette alla giuria che ne seleziona alcune. Gli autori dovranno prepararle e sottoporle a giudizio. I vincitori vinceranno: il privilegio di cucinare per le suddette celebrità, un Parterre de Roi composto di VIP e AIP in una cucina professionale, con un grande chef e una brigata a disposizione. In sostanza: lavoriamo gratis per vincere l'opportunità di lavorare. Gratis: ma vuoi mettere la luce dei riflettori, la visibilità. La Fama! Io che sono malizioso assai ho subito pensato male, ma per una volta senza motivo: il materiale non sarà utilizzato in alcun modo per fini commerciali. Per questa volta, siamo salvi.

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