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Il Sabato del Villaggio | Caro mio ben, e il relativismo euristico

pubblicata il 10.09.2011

L'ho già detto: a Sud di Milano, valicata la tangenziale, ogni chilometro fa un anno nella scala del tempo. In soli 35 torniamo alla metà degli anni settanta. Il che significa lampadine gialle in mezzo alla strada, trattorie che tengono aperte preferibilmente solo il mezzogiorno e mai di lunedì. Dunque la razione kappa del commesso viaggiatore è: la salvifica pizzeria. Niente di più niente di meno dell'altro mezzo milione di pizzerie dello stivale: tavoli pesanti come marmo, sedie impagliate con i grossi piedi tondi campionature d'umanità, vetrina dei dolci a cucchiaio con i profitterol. Attorno vedo nell'ordine: 1. coppia silenziosa che guarda ostentatamente gli opposti punti cardinali senza proferire verbo 2. coppia di recente immatricolazione: lui con occhio ormonale, lei che preme sorridendo numerosi tasti del telefono 3. famigliuola con bimbo sportivo, che dunque beve solo acqua minerale naturale fuori frigo. (ma ordina pizza con salsiccia salamino piccante acciughe capperi cipolla prosciutto crudo carciofini tonno gorgonzola speck origano e doppia mozzarella) 4. esemplari umani di genere maschile che si sentono in dovere di far sapere a tutta la sala che sanno cos'è lo sprèd 5. ragazzi in libera uscita che parlano di calciomercato bevendo medie alla spina. Nel temibile menù trovo l'ancora di salvezza: tagliata. Ovviamente con rucola e grana. Chiedo alla smarrita ragazza se la posso avere liscia; chiede in cucina; dice che: , la posso avere liscia. Curiosamente sarà messa in addizione a 12 europei contro i 10 di targa. Sarà perché ho interrotto la linea. La cena consta dunque di n.1 cestino di pane del secolo scorso, ravvivato con metodi esoterici e trasformato con riti misteriosi in una spugna naturale di Corfù che assomiglia ad un pane tagliato a fette; n.1 piattino con n.2 fette di melanzana, n.2 fette di zucchina, n.2 frammenti di peperone, uno giallo e uno rosso, abbondante olio; n.1 ovalina con 8 frammenti di tagliata quotidiana; n.1 birra piccola alla spina (Menabrea, dice); n.1 mezzetta di acqua con le bolle; n.1 caffè. Totale, euri 23. Considero questo conto la controfigura di una grassazione. Ambiente modesto e ragnateloso, servizio rustico e senz'anima, cibo mediocre e senza cuore, fan 23 eurini. Impegno, sapienza, tempo, meningi impiegate: zero-via-zero. 12 euri per un ettemmezzo di carne economica scaldata in fretta. Una labbrata di birra, e quel coperto 2 che urla vendicazione. Se qualcuno mi viene a dire che le 12, 15, 18 strabilianti portate del menù totale di Bottura a 160 sono care, gli frantumo un menisco.

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