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Humanitas apre in Vetra e porta la prevenzione a tavola con Davide Oldani

pubblicata il 23.04.2026

Humanitas inaugura un nuovo centro a Milano con un talk di Davide Oldani sul benessere intestinale: medicina, arte e cucina si incontrano nel segno della prevenzione

Un nuovo centro medico nel cuore di Milano

Nel centro di Milano, a pochi passi da piazza Vetra, Humanitas Medical Care inaugura una nuova sede pensata per avvicinare la sanità alla quotidianità urbana. Non solo ambulatori e diagnostica, ma un modello di cura che mette insieme prevenzione, accessibilità e qualità clinica.

Il nuovo spazio, circa 800 metri quadrati in Area C, concentra diverse specialità – dalla gastroenterologia alla cardiologia, fino alla psicologia clinica – insieme a servizi di diagnostica per immagini e check-up strutturati. Il collegamento diretto con l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano consente continuità nei percorsi di cura, riducendo tempi e passaggi.

“Essere presenti in centro significa avvicinarsi alle persone nei luoghi in cui vivono e lavorano” ha spiegato Stefano Bison, amministratore delegato di Humanitas Medical Care.

Il benessere intestinale si costruisce a tavola

Durante l’inaugurazione, un talk dedicato al benessere digestivo ha visto dialogare lo chef Davide Oldani e Alessandro Repici, direttore del Dipartimento di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e docente presso Humanitas University.

“La cucina è quotidianità, è immediatezza, è prendersi cura”, ha osservato Oldani. “Ed è anche uno strumento di prevenzione”. Tutto sta nell’evitare ripetizioni nello stesso pasto, alternare le cotture, rispettare la stagionalità.

Tra i temi emersi, anche quello del tempo. “Mangiamo spesso troppo in fretta”, ha detto Oldani, suggerendo un cambio di abitudini: rallentare, distribuire meglio i pasti nella giornata, preferire tecniche di cottura delicate come il vapore, scegliere ingredienti digeribili – dal pane con lievitazioni corrette alle verdure di stagione – e usare le salse per bilanciare gusto e leggerezza. “Un menu armonico è quello che non sovraccarica il corpo”, ha aggiunto.

Il professor Repici gli ha dato ragione, “Mangiar meglio significa digerire meglio”, ha sottolineato, ricordando come circa il 20% degli italiani soffra ogni settimana di disturbi gastrointestinali. La prevenzione inizia prima della visita medica: “Comincia a tavola, tutti i giorni”.

Un approccio che il centro traduce anche in percorsi dedicati, come Gastro Care, dove visita specialistica ed educazione alimentare si integrano.

L’arte entra negli spazi della cura

Elemento distintivo del progetto è la collaborazione con il Museo Poldi Pezzoli. Due opere, riprodotte in formato immersivo ad alta definizione, accompagnano i pazienti lungo il percorso all’interno del centro. Non si tratta di decorazioni, ma di dispositivi visivi che lavorano su percezione e accoglienza, facenti parte del progetto La Cura e la Bellezza.

Avviato nel 2018, il progetto nasce con l’obiettivo di integrare l’arte nei luoghi della sanità come parte dell’esperienza di cura. Realizzato in collaborazione con istituzioni museali sotto la direzione artistica di Daniele Lupo di Lungomare, ha coinvolto negli anni diverse sedi Humanitas, dagli ospedali Gavazzeni e Castelli di Bergamo fino all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e Humanitas San Pio X.

La Redazione

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