- Preparazione 3 ORE
- Esecuzione MEDIA
INGREDIENTI
- 500 g di farina a marchio KAMUT®
- 350 ml di acqua
- 5 g di lievito di birra fresco
- 100 g di datteri denocciolati
- 50 g di noci sgusciate
- 2 cucchiai di miele
- 10 g di sale
In occasione della Giornata Mondiale del Pane, un viaggio tra passato e presente alla scoperta del grano Kamut, un cereale antico che la scienza oggi conferma alleato di benessere
Ogni pane ha una storia. È un gesto quotidiano che accompagna l’uomo da sempre, simbolo di nutrimento e identità culturale. La Giornata Mondiale del Pane, che si celebra ogni anno il 16 ottobre, invita a riflettere sul valore di ciò che portiamo in tavola e su come la qualità delle materie prime possa fare la differenza. Tra i cereali protagonisti, il grano Kamut si distingue per la sua storia e le sue qualità nutrizionali.
Le prime tracce di questo grano risalgono alla Mezzaluna Fertile, ma è nel secolo scorso che la sua storia riprende vita grazie a Bob Quinn, agricoltore e pioniere del biologico nel Montana. Da una manciata di semi dimenticati nasce un percorso di riscoperta che porterà, nel 1990, alla registrazione del marchio Kamut come garanzia di autenticità, purezza e coltivazione biologica.
Oggi il grano Kamut è coltivato esclusivamente con metodo biologico e rappresenta una varietà di khorasan mai modificata né ibridata. I chicchi, grandi e dorati, racchiudono un sapore dolce e leggermente nocciolato, che contraddistingue pane, pasta e prodotti da forno. È fonte di proteine, fibre, vitamine del gruppo B (B1 e B3) e minerali come selenio, magnesio e zinco, che contribuiscono al normale metabolismo energetico e alla protezione contro lo stress ossidativo.
Molte persone riferiscono una migliore tolleranza rispetto ai grani moderni. Questo non lo rende adatto a chi soffre di celiachia – contiene infatti glutine – ma la diversa struttura proteica può spiegarne la maggiore digeribilità.
Il marchio Kamut sostiene da anni un programma di studi per approfondire i benefici del suo grano antico, partendo dall’idea – cara a Ippocrate – che “il cibo possa essere anche medicina”. Diversi studi clinici hanno evidenziato che una dieta a base di grano Kamut può favorire la riduzione di glicemia, colesterolo e marker infiammatori, oltre a migliorare l’equilibrio della flora intestinale e alcuni parametri metabolici.
«Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che il grano Kamut presenta proprietà antiossidanti e antinfiammatorie superiori rispetto ai frumenti moderni», spiega la biologa Emanuela Simonetti, direttrice scientifica di Kamut Enterprises of Europe. «In studi clinici condotti su un campione di persone per un periodo di 6-8 settimane, si è osservato un miglioramento di diversi parametri legati al benessere generale, dalla glicemia al colesterolo fino agli indici di infiammazione».
Nel grano Kamut si ritrovano il tempo lento della panificazione, la pazienza della lievitazione e la forza di una filiera che continua a investire sulla qualità. A quasi quarant’anni dalla nascita del marchio, la sua storia continua a intrecciare ricerca, agricoltura e cultura alimentare.
Perché ogni pane, come ogni seme, è una promessa di continuità, un modo per ricordare che la tradizione, se nutrita di conoscenza, resta il miglior ingrediente per il futuro.
Questa idea sfiziosa è perfetta per celebrare il World Bread Day: un pane nutriente e dal sapore autentico che vi conquisterà!
Versate in una ciotola capiente la farina di grano a marchio KAMUT® e aggiungete circa 300 ml di acqua (tenendo da parte la restante). Mescolate grossolanamente fino a ottenere un impasto grezzo e lasciate riposare coperto per 1 ora (autolisi).
Sciogliete il lievito fresco nell’acqua rimanente e aggiungetelo all’impasto. Iniziate a lavorare fino a incorporare bene i liquidi. Aggiungete il sale e continuate a impastare fino a quando l’impasto risulta liscio ed elastico. Incorporate i datteri, le noci e il miele, lavorando delicatamente fino a distribuirli in modo uniforme. Trasferite l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato, copritelo a campana con una ciotola e lasciatelo riposare per 30 minuti.
Procedete con un giro di pieghe a libro, lasciate riposare 30 minuti e ripetete per tre volte, mantenendo sempre l’impasto coperto. Dopo l’ultima piega, lasciate riposare 30 minuti e formate la pagnotta. Sistematela in un cestino infarinato (o avvolta in uno strofinaccio), inseritela in un sacchetto alimentare e trasferitela in frigorifero per tutta la notte.
Il mattino successivo preriscaldate il forno a 250 °C con una pietra refrattaria o una teglia al suo interno. Estraete la pagnotta dal frigorifero, incidete la superficie e infornate sulla pietra o sulla teglia rovente. Abbassate a 230 °C e cuocete per 20 minuti, poi riducete a 210 °C e proseguite per altri 25 minuti. Controllate la cottura battendo sul fondo: se il suono è cupo, il pane è pronto.
Spegnete il forno, posizionate il pane in verticale e lasciatelo asciugare 10 minuti con lo sportello socchiuso. Trasferitelo su una griglia da cucina e lasciate raffreddare completamente prima di tagliare.
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