Attualità

Come ammazzarsi di fatica ed essere felici

pubblicata il 14.10.2009

La verità è che avere dei figli in età scolare ti obbliga ad avere dei rapporti sociali. Vedere gente, fare cose. Ti obbliga a interagire con il mondo, a creare relazioni. Ciò può essere drammatico, se ti trovi a interagire con cultori del body building, o numismatici, o cinofili estremi. O appassionati di canasta. Avere dei figli piccoli ti obbliga anche a varcare la soglia della diffidenza con gente che non è come noi: che so, vegetariani, autisti di SUV, cose così, che poi magari si rivelano essere come noi: sorprendendoti. Scoprirai che tra di loro si cela qualche buon diavolo come te, che magari ama stappare una bottiglia, e vuotarla ridendoci su. Parlando del più e del meno, e sopra tutto del meno, si scoprirà quella tua certa inclinazione alle cose buone: poi vittima di te stesso, e del tuo stesso motto prima provare, poi parlare, sarai costretto a dare prova dei tuoi fornellismi. Magari con la complicità di qualcuno: in questo caso Peter Paul Beauty, che oltre a metterci la vasta sala da pranzo, il bicchierame et coetera, si è ben prestato a lavori di bassa e bassissima manovalanza, tipo sbucciare le pere, ma intere, o battere il controfiletto a coltello. O il temibile Zoldan, che non è un mutante della congrega degli X-Men ma un giovine ardito che si è offerto di procurare il beveraggio correndo non pochi rischi. Alla prova hanno assistito, partecipando, i 12 Apostati, chef e souschef inclusi: che per una sera hanno abbandonato la corrente filosofica della continenza & temperanza ed hanno seguito l'indegno scriba ed ancor più indegno cuciniere nella strada della gola. Ecco com'è andata, senza foto che s'era troppo impegnati troppo, che 12 piatti sono tanti da rifinire prima che si freddino. 1. Cappuccino di zucca barucca con spuma di parmigiano reggiano 36 mesi, ABTRE e profumo di noce moscata. Un bel taglio di grana stravecchio dell'ottima Antica Ghiacciaia di Fogliano si accompagna ad una zucca rugosa, presa direttamente dal producteur recoltant. Sopra tutto, il Bollino Argento del reprobo Andrea Bezzecchi, dell'Acetaia San Giacomo. Una birra trappista belga, la Westmalle Tripel. Appena un filo amara, ma ben valida. 2. Orzotto con verdurine e porcini disidratati L'orzo decorticato biodinamico delle pregevoli Cascine Orsine, brasato e non lessato, con i porcini di Succiso disidratati tre giorni al sole d'autunno. Il Sauvignon 2007 di Dario Princic: un'epifania. 3. Risotto con cipollina bianca stufata e gelato al gorgonzola. Per il risotto una varietà preziosa: il Carnaroli invecchiato 22 mesi di De Tacchi, su cui giace un gelo al sapore di gorgonzola: s'è usato Angelo Croce, che tra le referenze commerciali male male non è. La Personal Gelataia ovviamente, è Musso Icecream Machine Il Trebez 2006 di Princic, una curiosa emergenza, nervosa e  ricca di succo 4. Tagliatelle con peperoni, pancetta croccante e caffè Illy Un omaggio a Giorgio Parini, del Povero Diavolo di Torriana. Tagliatelle nobili di solo tuorlo, peperoni cotti sei ore a fuoco minimo, una spruzzata di caffè in polvere. Il Pinot Grigio 2006 di Princic, una folgore. Colore ramato, presa poderosa, una bevuta inconsueta ed affatto seducente. 5. Paccheri ripieni di fegatini, salsa piccante di lenticchie. La pasta Verrigni, formidabile produttore di piccoli numeri di Roseto degli Abruzzi, con fegatini di pollo d'osservanza. Lenti di Colfiorito. 6. Amburgher di cavallo con gelato di rape rosse e salsa all'aglio. Controfiletto ben marezzato battuto al coltello, accompagnato dal torrido gelato di barbabietola. Una punta di bianco all'aglio per staccare, opinando una ricetta del compianto Bernard Loiseau. Valpolicella Classico Ripasso Saustò 2004: un ripasso asciutto senza tentennamenti, tannico e polputo, che riesce ugualmente a conservarsi austero. 7. Variazione di pere: pere Kaiser cotte nel vino rosso con la sua riduzione, gelato di pere Decana. Uno sciroppo di vino rosso ottenuto collo zucchero di canna grezzo, ad unire il freddo e il caldo. Sotto il Vernaccia di Serrapetrona. Non ricordo nè l'anno nè la cantina, che s'era fatta notte e la schiena fessa. Le immagini sono fornite dal temibile Zoldan in persona, per cui se qualcuno vantasse diritti in merito si rivolga a lui per richieste di indennizzi. Io per mio conto le posso solamente obliterare. A richiesta.

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