Che cos'è il cedro: un frutto antico che non passa mai di moda
Non chiamatelo limone! Ecco 5 risposte per conoscere il cedro e i suoi benefici, con tutti i segreti per gustarlo al meglio
È considerato “il primo agrume” fra quelli da cui, tramite successivi incroci e contaminazioni, sono nati tutti gli altri.
Il cedro è un frutto fresco e profumato, grande alleato in cucina e soprattutto nella preparazione di dolci e bevande, ma intensamente usato anche nel mondo della cosmesi. Andiamo a conoscerlo meglio!
Quali sono i benefici del cedro?
Con sole 11 calorie per 100 grammi di frutto, questo agrume leggero è un’ottima fonte di idratazione grazie al suo elevato contenuto d’acqua (attenzione: questo vale per il cedro crudo! Se invece è candito, l’apporto calorico aumenta e si parla di 190 kcal per 100 g.)
Inoltre, è particolarmente ricco di vitamina C e flavonoidi, potenti antiossidanti che contrastano i radicali liberi, supportano il sistema immunitario e contribuiscono a rallentare l’invecchiamento cellulare. Inoltre, apporta anche minerali essenziali quali calcio e sodio.
Oltre alle sue qualità nutrizionali, il cedro vanta proprietà digestive, stimolando la secrezione dei succhi gastrici e alleviando pesantezza e gonfiore. Una semplice bevanda a base di succo di cedro e acqua calda può favorire la regolarità intestinale.
Gli oli essenziali presenti nella buccia hanno virtù germicide e disinfettanti, utili sia per la salute orale, tramite risciacqui, sia come rimedio tradizionale contro lievi infezioni. Inoltre, il cedro ha un’azione antipertensiva e, se abbinato a una dieta equilibrata, può contribuire a mantenere la pressione sanguigna sotto controllo, favorendo la salute cardiovascolare.
In cosmetica, l’olio essenziale di cedro è usato nei trattamenti contro le impurità della pelle e la cellulite, ma anche nelle lozioni che dovrebbero facilitare la crescita dei capelli.
Quali sono le differenze fra cedro e limone?
Biologicamente parlando, il cedro si potrebbe definire il padre del limone, che nasce da un incrocio fra questo e l’arancia. Inoltre, pur essendo entrambi agrumi, le peculiarità non mancano.
Il cedro è più grande (20-30 cm a frutto, con un peso medio di 1-2 kg) e bitorzoluto; ha una buccia estremamente spessa che costituisce il 70% del frutto; ha un sapore più intenso, complesso e aromatico, non privo di note dolci. Il limone invece è più piccolo, ha la scorza sottile ed è ricercato soprattutto per il suo succo, abbondante e spiccatamente acido.
Da dove viene il cedro?
Le origini del cedro si perdono nella notte dei tempi. Secondo molti studiosi, però, il frutto sarebbe nato in India e poi arrivato in Europa grazie agli scambi commerciali con la Persia (l’odierno Iran), forse ai tempi di Alessandro Magno (IV secolo a.C.).
Secondo un’altra versione, furono gli Ebrei a diffondere il cedro in tutto il bacino del Mediterraneo. Per i seguaci di questo credo, infatti, è un frutto sacro, indispensabile per il Sukkot (tradizionale celebrazione autunnale, nota anche come “festa delle capanne”), nonché simbolo di forza e resistenza.
Di certo il cedro era già noto nel III secolo a.C. a Roma, dove veniva chiamato “mela assira” o “pomo dei Persi”. I nostri antenati, però, non ne facevano un uso alimentare, ma lo impiegavano soprattutto come repellente per gli insetti, un po’ come si fa anche con la citronella.
Oggi in Italia è coltivato soprattutto in Calabria, nella cosiddetta Rivera dei Cedri, che fornisce più del 90% della produzione nazionale, e in misura minore in Sicilia.
Quando è meglio mangiare il cedro?
La pianta del cedro (che, pur avendo lo stesso nome, non ha nulla a che vedere con i rinomati cedri del Libano, imponenti conifere che possono raggiungere i 40-50 metri di altezza) è un arbusto sempreverde di media grandezza. Fra la primavera e l’estate si riempie di boccioli rossastri, da cui poi sbocciano tanti fiorellini bianchi. I frutti maturano fra l’autunno e l’inizio dell’inverno, e questo è sicuramente il periodo migliore per mangiarli.
Siccome però difficilmente i cedri rientrano nella categoria della frutta fresca (nonostante ne esistano diverse varietà a polpa dolce, per molti hanno comunque un sapore troppo aspro e pungente), se ben trattati e conservati si prestano a essere consumati durante tutto il corso dell’anno.
E come si mangia il cedro?
La maggior parte degli italiani ha conosciuto questo frutto delizioso grazie a una bibita gassata, la cedrata appunto, un tempo molto in voga. Inoltre, le scorzette di cedro candite sono largamente usate nell’industria dolciaria, per insaporire o decorare torte e biscotti.
Con il succo e la scorza si possono preparare deliziose marmellate, sciroppi e liquori. Noi lo abbiamo utilizzato per un delizioso carpaccio di cedro, provatelo come antipasto o come contorno!
Inoltre, al pari di limone, arancia e altri agrumi, il cedro si presta perfettamente ad aromatizzare piatti a base di pesce o carni bianche e insalate sfiziose.
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