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Perché a Castel d’Ario si mangiano i bigoli il Mercoledì delle Ceneri, dal 1935

pubblicata il 02.02.2026

In provincia di Mantova c'è una tradizione culinaria molto antica e peculiare legata alla Quaresima che coinvolge tutta la comunità, la Bigolada

Castel d’Ario è un paese piccolo, di quelli che si attraversano in pochi minuti. È noto per aver dato i natali a Tazio Nuvolari, ma almeno una volta all’anno cambia ritmo: succede con la Bigolàda, la festa popolare che da decenni occupa la piazza del paese il Mercoledì delle Ceneri.

La Bigolàda è oggi uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario mantovano. La sua istituzionalizzazione risale al 1935, ma le radici della manifestazione affondano nel 1848, quando la distribuzione gratuita di cibo fu un gesto di protesta contro il dominio austriaco. Polenta, aringhe e vino: alimenti semplici, scelti non solo per necessità, ma come segno concreto di condivisione.

Protagonisti della festa sono i bigoli con le sardelle. I "bigoi e sardèle", fatti in casa con il torchio, vengono lessati e conditi con un intingolo a base di acciughe, sarde, tonno e olio d’oliva. Una preparazione che rispetta il dettato del “magro”, cucinata in grandi paioli all’aperto, alimentati da fuoco di legna. La cucina diventa spettacolo pubblico, scandita dal suono della campanella che annuncia un nuovo paiolo pronto. La scelta del Mercoledì delle Ceneri non è casuale. Con questo giorno si apre la Quaresima, periodo di preparazione alla Pasqua segnato dal digiuno e dall’astinenza dal consumo di carne. La presenza del pesce risponde a una prescrizione religiosa, ma la festa richiama un simbolismo più ampio: la cenere che, nella tradizione biblica, è memoria della fragilità umana e insieme invito a un cambiamento di percorso.

Attorno ai bigoli, la Bigolàda attiva un sistema più ampio fatto di bancarelle, mostre, visite guidate, giochi, momenti rituali e competizioni popolari. L’edizione di quest’anno si svolge mercoledì 18 febbraio 2026, come da tradizione nel giorno che apre la Quaresima.

Dal 2020 la festa è riconosciuta come De.C.O., Denominazione Comunale d’Origine: un riconoscimento che ne registra il valore locale e la continuità nel tempo. La Bigolàda resta così un appuntamento capace di tenere insieme memoria storica, calendario religioso e vita del paese.

La redazione

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