Barilla inaugura a Parma il BITE: dove nasce il cibo del futuro
Nel cuore della Food Valley prende vita il Barilla Innovation & Technology Experience, un centro da 14mila metri quadri dove ricerca, assaggio e tecnologia portano pasta, sughi e bakery nel domani. Aperto a ricercatori, chef, università e clienti, sarà la casa dell’innovazione alimentare italiana
Come si immagina il futuro quando si lavora con prodotti che appartengono a un’abitudine quotidiana? Nel caso di Barilla, si parte da Parma, dalla storia di un panificio nato quasi 150 anni fa e dal rapporto inscindibile con la cultura del cibo italiano. Il nuovo Barilla Innovation & Technology Experience (BITE) inaugura una fase in cui l’innovazione passa dall’assaggio: ogni idea, prima di arrivare sul mercato, si cucina, si osserva, si tocca.
«Il modo migliore di predire il futuro è provare a crearlo» ha dichiarato Guido Barilla durante l’inaugurazione. «Il BITE rappresenta per noi un forte cambio di mentalità: la Barilla del futuro dovrà essere un’azienda sempre più aperta, attenta ed evoluta».
Dalle pratiche agricole sostenibili ai test sensoriali: qui si sviluppano i prodotti che arriveranno sulle tavole di oltre 100 Paesi. Si tratta del più grande investimento del Gruppo nell’innovazione alimentare degli ultimi anni: 14mila metri quadri tra impianti pilota, laboratori, cucine sperimentali e spazi immersivi dedicati all’ascolto dei consumatori.
Accanto ai tecnici e ai ricercatori, avranno un ruolo centrale anche le persone comuni: le loro abitudini di consumo, le scelte quotidiane, le curiosità che cambiano il modo di vivere la cucina. Per questo il Design Thinking Center studia gesti e nuove modalità di consumo, come è accaduto per i biscotti Alveari, testati anche con prototipi in stampa 3D per arrivare alla forma più adatta a “raccogliere” creme e yogurt nell’interazione del mattino.
Nella stessa direzione va il nuovo Customer Collaboration Center, dove i clienti diventano partner di progettazione: si osservano dati, si cucina insieme, si immaginano categorie capaci di crescere in modo sostenibile e condiviso.Una scelta che conferma la strategia di Barilla: l’innovazione non nasce da sola.
Come ricorda Michele Amigoni, responsabile Ricerca e Sviluppo: «Fare innovazione significa mettere al centro i desideri delle persone e capire a fondo come evolveranno i loro bisogni legati al cibo e alla nutrizione».
Il BITE ospiterà oltre 200 professionisti e ogni anno accoglierà 30 giovani talenti attraverso collaborazioni con università italiane e internazionali. Barilla ha attivato 84 partnership di ricerca nel mondo e continuerà a investire 2 milioni di euro all’anno per aggiornare impianti e processi sperimentali.
Il futuro del cibo, però, non è solo scienza. A Parma trova spazio anche l’arte: la scultura La condizione del tempo di Paolo Borghi accoglie chi entra nel BITE, ricordando che la bellezza è parte della cultura del cibo e dell’inclusione, un tema a cui Barilla lavora con Dynamo Academy, partner del progetto per l’accessibilità degli spazi e il benessere delle persone.
L’innovazione si misura anche nell’attenzione all’ambiente: energie rinnovabili, ricerca su packaging sostenibili, spazi dedicati all’agricoltura rigenerativa. Ogni nuovo formato di pasta, ogni ricetta da forno, è testato per reggere la vita reale delle cucine, tra cinque minuti in più sul fuoco e tempi di servizio variabili: l’obiettivo è mantenere consistenza e qualità, al dente compresa.
Per Barilla, innovare significa custodire ciò che funziona e migliorarlo senza perdere identità. «Il prodotto è da sempre il cuore di tutto ciò che noi facciamo» ribadisce Guido Barilla. E quando arriva il momento di assaggiare, ci si ricorda perché.
Con BITE, il futuro parte da qui: da una forchettata che prova a migliorare la successiva.
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