Attualità

Ritratti | Alice Delcourt

pubblicata il 20.04.2013

Alice Delcourt nasce in Francia, cresce in Inghilterra, studia e lavora in America e poi s’innamora dell’Italia. Nel suo migrar da un posto all’altro incontra, comprende, ama e adotta un’arte in particolare. Quella del cucinare. All’inizio significa semplice divertimento e scoperta, è bello e curioso veder all’opera la sua grandmother. Pian piano si fa passione, che affianca le scienze politiche di Boston e gli studi legali newyorkesi che per qualche tempo la impegnano . Poi diviene vero e proprio cambio di rotta: capisce che è più affascinata dal potere della padella che da quello della toga. Una consapevolezza che si trasforma in bagaglio perenne d’ogni suo prossimo viaggio e fa sì che i suoi passi futuri siano guidati dalle potenziali opportunità d’apprendere al meglio leggi, commi, regole, tempi, indizi, diritti e doveri vigenti nella costituzione delle brigate di cucina. E’ quindi capatina a Londra al River Cafè. E poi passaggio nei milanesi Park Hyatt, Liberty, Alice, Osteria di Lambrate e Ratanà. Tutte esperienze che a formarla, darle carica, trasmetterle nozioni e indicarle la strada giusta, san bene come fare. Così quel suo bagaglio colmo di posti, idee, persone, ricette, profumi, selezioni, nozioni, accostamenti, tanta creatività e spiccata personalità è carico al punto giusto, pronto per aprirsi, esporsi e farsi conoscere. E vestire il suo Paese delle Meraviglie. Lo stesso che oggi è la realtà che la rappresenta appieno. Un posto di per sè bucolico, dalle coordinate ancor più surreali. Più in là e tutt’attorno, verde, distese di campagna. Un “orto con cucina” dai materiali, forme e colori naturali che son tutt’uno col regno di piantine aromatiche ed ortaggi del momento che abitano il suo esterno. Timo, maggiorana, salvia, rosmarino, dragoncello, camomilla, basilico, prezzemolo, menta, levistico, achillea, melissa, pimpinella, maggiorana, origano di montagna, zucchine, pomodori... Sapori e profumi che non hanno mai conosciuto e non conosceranno mai alcun prodotto di sintesi, curati sapientemente e biologicamente dal suo fidato agronomo. Lui che, come altri buoni eletti, appartiene alla comunità che abita la sua meraviglia, una rete locale ch'è capace di selezionare e coinvolgere solo fornitori di qualità stagionale e italiana, un bel rapporto che s’esprime in proposte nuove ogni dì, garanzie di freschezza e provenienza per chi siede ai tavoli del suo Erba Brusca. Un posto alle porte della metropoli milanese che lei raggiunge quotidianamente in sella alla sua bicicletta, perchè l’idea di “essere una macchina in meno” la fa stare bene e perchè se ognuno facesse la sua buona e piccola parte, le grandi cose cattive potrebbero realmente cambiare e migliorare. E lei lo sa, ci crede e lo dimostra ogni giorno.

Condividi

LEGGI ANCHE

Franco Pepe

Franco Pepe ha un bel viso sereno con due occhi chiari come incorniciati dagli occhiali. Ti parla lentamente, quasi a darsi il tempo di contare le parole, dice... Leggi tutto