Menu digitale o menu cartaceo? La sfida curiosa in un ristorante di Roma
Già quasi 30mila ristoranti italiani hanno abbandonato la carta per affidarsi alla soluzione proposta dalla startup leggimenu.it, dal cui recente esperimento sono emersi vantaggi sia per chi vende sia per chi compra
Fra le poche cose buone (o comunque utili) che ci sono state imposte nel biennio della pandemia da coronavirus, i menu digitali, cioè quelli da visualizzare con una app o attraverso un QR Code inquadrato con lo smartphone, sono rimasti fra noi.
Non solo i più giovani, ma anche gli adulti hanno imparato a usarli e apprezzarli, e così sono sempre di più i ristoranti italiani che li adottano.
Per farlo, quasi 30mila di questi adottano la soluzione tecnologica inventata da leggimenu.it, una startup fondata a inizio 2023 da Alessio Marzo e Chiara Ercoli proprio a questo scopo. Che nelle scorse settimane ha condotto un esperimento interessante per capire meglio quali siano le conseguenze (per il ristoratore e per il cliente) dell’uso di un menu digitale invece del menu cartaceo.
Incasso su del 10% con il menu digitale
L’esperimento ha coinvolto il bistrot Officine Ibba, alle porte di Roma, che si è reso disponibile a testare gli effetti dell’ordinazione digitale sui suoi clienti per un mese: durante le cene e i pranzi al tavolo, al 50% dei commensali è stato distribuito il menu digitale di leggimenu.it, mentre l’altro 50% ha ricevuto la classica carta.
Al termine dell’esperimento, nel corso del quale “il servizio è stato eseguito allo stesso modo per entrambi i gruppi”, sono stati registrati oltre 1100 coperti, per un incasso complessivo di circa 24mila euro da tutti i tavoli.
Secondo quanto spiegato, e in estrema sintesi, il menu digitale permetterebbe di guadagnare di più, soprattutto perché guida il cliente nelle ordinazioni, le facilita e in qualche modo le agevola e favorisce.
Nel dettaglio, l’esperimento ha visto una spesa superiore del 10% circa con menu digitale rispetto agli ordini con menu cartaceo: durante il mese di prova, il locale ha incassato 2200 euro in più sui 1100 coperti presi in esame. Che potenzialmente si tradurrebbero in un aumento annuo superiore ai 25mila euro.
I vantaggi ci sarebbero anche per noi clienti, come emerge dal sondaggio cui hanno risposto le persone che hanno consumato un pasto nel ristorante romano durante il mese di test: la quasi totalità del campione (circa il 90%) si è ritenuta soddisfatta del menu digitale, promuovendo la semplicità e la rapidità di utilizzo del servizio, il suo basso impatto sull’ambiente e l’accessibilità, oltre al fatto che così si può avere accesso anche a foto e ad altre informazioni utili; soltanto il 7% ha espresso un feedback mediocre e appena il 3% si è ritenuto insoddisfatto.
Un investimento per il futuro?
Marzo, uno dei due founder di leggimenu.it, ha fatto notare che “questo esperimento ci ha permesso di valutare il lavoro sul campo, senza promesse esagerate ma cercando risultati concreti: ciò che abbiamo osservato è che molti ristoranti utilizzano menu digitali in formato pdf o poco strutturati, che non sempre incontrano le aspettative dei clienti e possono influire negativamente sull’esperienza complessiva”.
È ovvio che lui lo dica, perché la sua azienda fa questo di lavoro (appunto aiutare i ristoranti ad avere menu digitali che siano facili da usare e belli da vedere), ma alla luce dei risultati emersi dall’esperimento si può in effetti intuire che la scelta di un menu digitale sia non solo un’opzione ma una sorta di investimento con un possibile ritorno anche economico.
Fra l’altro non penalizzando ma anzi migliorando l’esperienza del cliente, grazie ad alcune funzioni che sulla carta sono pressoché impossibili, come abbinamenti fra piatti e bevande, prezzi multipli, prodotti personalizzati, foto dei piatti, eventualmente anche con zoom, e possibilità di visionare tutto online e in anticipo.
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