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Vieni a festeggiare i 40 anni di McDonald’s alla Milano Design Week e tuffati in un mare di palline

pubblicata il 22.04.2026

Al Fuorisalone 2026, in Via Tortona 58, McDonald’s debutta con POOL. Ti sblocco un ricordo: un’installazione immersiva che offre una pausa giocosa durante la settimana più affollata dell’anno. Fino al 26 aprile.

McDonald’s festeggia 40 anni in Italia alla Milano Design Week 2026

Nel fitto calendario della Milano Design Week, lo spazio McDonald’s al Circolo Espositivo di Tortona Rocks in Via Tortona 58 è il posto perfetto in cui rilassarsi e tornare bambini. La mostra POOL. Ti sblocco un ricordo, curata da Nicolas Ballario mischia arte, design e tecnologia riproponendo i 40 anni di McDonald's, da quando venne aperto il primo ristorante a Roma, nel marzo del 1986. La visita è un viaggio che racconta il percorso dell'azienda statunitense di fast food, restituendone la forza e il posto che occupa nel nostro immaginario collettivo.

Una piscina piena di palline colorate invade il Fuorisalone

Al centro dell'allestimento la grande piscina piena di palline colorate. Uno spazio pensato stavolta per essere non guardato ma vissuto, con quella gioia infantile che gli Happy Meal ci riportano alla mente. 

Dopo ore passate tra appuntamenti di lavoro, lunghe code e progetti che richiedono attenzione, qui siamo invitati a staccare e a tuffarci (letteralmente) nel divertimento. Intorno a noi, tutti ridono, si fanno selfie e si lasciano cullare dalle palline.

Al piano superiore un percorso racconta la presenza di McDonald’s in Italia, dal 1986 fino a oggi, con oltre 800 locali distribuiti sul territorio.  Qui la mostra raccoglie vecchie confezioni, campagne pubblicitarie, oggetti legati ai diversi periodi e una timeline che segna i passaggi principali, dall’arrivo degli Happy Meal alle prime innovazioni nei punti vendita. 

McDonald’s porta in Via Tortona Damien Hirst, arte contemporanea e IA

L’arte contemporanea entra nell'installazione come parte integrante del racconto: da un lato uno Spot Painting di Damien Hirst, tra le sue serie più iconiche; dall’altro un’opera dei Vedovamazzei, che riflette sull’idea degli inizi, immaginando i primi gesti creativi di grandi artisti.

Una parte del viaggio si compie grazie all’AI, in una stanza più tecnologica, concepita come una macchina del tempo: qui un sistema di intelligenza artificiale rielabora immagini e input forniti dal visitatore per costruire un contenuto visivo personalizzato. Un’immagine che sblocca, appunto, un ricordo.

La Redazione

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