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Fettuccine Alfredo Day: la storia della ricetta non-italiana più conosciuta all’estero

pubblicata il 05.02.2020

Torna l’appuntamento con il National Fettuccine Alfredo Day giunto alla quinta edizione. Il 7 febbraio è il giorno nazionale dedicato a questo piatto: una ricorrenza che celebra le Fettuccine Alfredo, un piatto a base di pasta, burro e parmigiano, apparentemente semplice nella sua essenza ma ricco di storia tanto da essere divenuto un’icona in tutto il mondo ed essere celebrato con una festa nazionale negli Stati Uniti d’America.

IL PIATTO LEGGENDARIO NON -ITALIANO - A base di pasta, burro e parmigiano: all’estero tutti le ritengono tipiche dell’Italia, in Italia non le ha mai mangiate nessuno (o quasi). Sono le Fettuccine Alfredo e quest’anno il National Fettuccine Alfredo Day è anche l’occasione per servire 400 piatti di fettuccine alla mensa della Caritas di Roma.

Simbolo di un’italianità che esiste solo nella mente degli americani, le fettuccine Alfredo potrebbero rientrare nella categoria del fake food insieme agli spagetti bolognaise e alla pizza pepperoni.

Eppure, le fettuccine Alfredo esistono davvero, come davvero è esistito un cuoco di nome Alfredo. Vi raccontiamo la storia di questa pasta, dagli inizi a oggi.

La ricetta delle Fettuccine Alfredo di Cucchiaio.it

L'INVENZIONE DELLE FETTUCCINE ALFREDO - Si racconta che nel 1914 il cuoco romano Alfredo Di Lelio incominciò a servire queste fettuccine nella sua trattoria Alfredo alla Scrofa (in via della Scrofa, a Roma). Anzi, la leggenda vuole che la prima preparazione sia stata fatta nel 1908 per la moglie, per farla riprendere dalla fatiche del parto: un gesto di cura e di amore. Il segreto di un piatto con così pochi ingredienti starebbe nella mantecatura: il movimento manuale che trasforma una semplice pasta burro e parmigiano in fettuccine Alfredo.

ALFREDO GOES TO HOLLYWOOD - Il mito diventa globale quando due attori del cinema muto, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, in viaggio di nozze in Italia negli anni ’20, assaggiano questo piatto nel ristorante romano di via della Scrofa. E non riescono più a dimenticarlo. Tanto che tornati in Usa ne parlano, lo preparano e lo fanno preparare. Oltre a mandare al cuoco Alfredo un cucchiaio e una forchetta in oro con i loro nomi incisi e la dedica: queste posate ancora oggi vengono usate per mantecare nella trattoria Alfredo alla Scrofa.

Le posate d'oro regalate da Mary Pickford e Douglas Fairbanks

NATIONAL FETTUCCINE ALFREDO DAY - Così in Usa le fettuccine diventano piatto noto e iniziano a essere oggetto delle classiche variazioni: oggi si trovano con il pollo e addirittura con il pesce, oltre che a essere fatte normalmente con la panna e non con il burro. 

DUE RISTORANTI NE RIVENDICANO LA PATERNITA' - In Italia i titolari del ristorante Alfredo alla Scrofa, Mario Mozzetti e Veronica Salvatori, ai quali nel 1948 Alfredo vende il ristorante, decidono di raccontare la vera storia per far conoscere il piatto anche da noi. Sono loro che indicono il National Fettuccine Alfredo Day.

Da segnalare un’altra trattoria romana, Il Vero Alfredo all’Augusteo, che rivendica la paternità della ricetta, nata in famiglia: questo ristorante in piazza Augusto Imperatore, aperto nel 1950 da Alfredo Di Lelio e il figlio Armando, è gestito dalla nipote di Alfredo.  

PREISTORIA DELLE FETTUCINE ALFREDO - Un progenitore delle fettuccine Alfredo, prima che si chiamassero così, può essere individuato nei "maccaroni romaneschi”. È una ricetta presente in uno dei più antichi ricettari italiani, il Libro de Arte Coquinaria, scritto nel ‘400 dal Maestro Martino da Como. Nonostante il nome e le origini, il Maestro Martino da Como visse e operò a Roma, dove divenne il più importante cuoco europeo del suo tempo. Il suo libro è un capolavoro gastronomico e testimonia il passaggio dalla cucina medievale a quella rinascimentale. Questi “maccaroni” erano un piatto a base di burro, formaggio grattugiato e spezie varie.

La cottura delle fettuccine

BURRO E PARMIGIANO O CACIO E PEPE? - All’epoca infatti, ricordiamolo, il pomodoro non era ancora arrivato dall’America. E comunque, anche dopo, per lunghi secoli sarebbe stato ritenuto non commestibile, e coltivato come pianta ornamentale. Perciò la pasta tipica non era condita con il sugo ma con queste salse a base di latticini. I maccaroni romaneschi possono essere considerati gli antenati della classica pasta, burro e parmigiano.

Se pensiamo alle spezie, da qui si può far discendere anche la cacio e pepe, che volendo è addirittura una semplificazione perché per mantecare si usa l’acqua invece del burro.

Il ristorante Alfredo alla Scrofa a Roma

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