Attualità

Taste of Milano | The making of

pubblicata il 30.05.2013

Gente che va, gente che viene: ma non è la hall del Grand Hotel di Edmund Goulding, ma il cantiere di Taste of Milano.Ci aggiriamo nelle strutture in fase di completamento: una mano di bianco che sta asciugando, qualche zolla d'erba da pettinare, i faretti da posizionare. Marcantoni di ragguardevoli dimensioni spostano pacchi ponderosi e tatuaggi misteriosi nella stessa misura. Le forniture sono completate, gli allacciamenti fatti: manca la parte cosmetica, ma su quella stiamo lavorando.Il pergolato del Cucchiaio è quasi terminato. Marianna Pillan - in stato di agitazione - controlla le piastre e i wok, gli ingredienti e gli arnesi. Si secca alquanto quando le sciabolo il cento millimetri sotto il naso, mi fa le boccacce e non posso pubblicare nulla.Le gelatiere sono a posto. Brillano, piccoli gioielli di lattoneria che riflettono il mondo, deformato. Il grande frigorifero è rimpinzato. Charlotte - che lotterà con noi in questi giorni - comincia a "gustare" i primi "assaggi" di gastronomia cucchiaistica: le foto alle pareti, con alcuni dei piatti più buoni e belli incontrati quest'anno: il gelato all'anguilla di Ernesto Iaccarino; il polpo di Ciccio Sultano; il carciofo di Valeria Piccini; il crostino di Alfio Ghezzi.Tutto accadrà alle 1900.

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