Attualità

November Porc | Dove ti cucinano il Pretone

pubblicata il 17.11.2011

La golena trabocca di gente, ogni colore, ogni odore, ogni sorriso sanno di esagerata semplicità. Perfino le centomillemigliaia di persone che si accalcano tra bancarelle tremanti e argini spioventi non creano fastidio, perché sembra ci sia, anche se non c'è, spazio per tutto e per tutti questa domenica, nell'annuale tappa del November Porc (con la c!) di Polesine Parmense, uno di quei paesi con le tacche incise sulle facciate delle case, che il grande Fiume, quando s'alza, fa paura. Tra questa gente che assaggia e mangia di tutto, tra culatelli e lanci del salame, prezzi discutibili, spalle cotte e crude, pesci gatti e fritti, prezzi risibili, birre scure, lambruschi amaranto, marroni arrosto che sembrano pompelmi, in questa baraonda rumorosa e viva, dentro questa festa della Bassa profondamente emiliana, il mio vagare era comunque certo, perché io, una meta sicura, l'avevo: il Pretone. Avvicinarsi alla struttura fantasiosa sul quale è stato montato un argano degno del più ispirato Leonardo, non è stato facile. La vasca era lì, fumante e grandissima, custodita da non meno di venti centurioni volontari. "Cuoce da ieri pomeriggio" arringa il sindaco-speaker "anche stanotte il fuoco è stato vegliato e tenuto vivo". E mentre rivaluto cautamente il significato delle famigerate ronde padane, parte il conto alla rovescia: 3, 2, 1 ed il Pretone viene gloriosamente issato, spandendo, per un raggio di circa 1 km/q, profumi commoventi. Massimo Spigaroli, chef ed ideatore del tutto, racconta quanti preti cuciti insieme ad uno ad uno e ricotennati, sono stati necessari per creare questo mostro di gaudenza che, prima di essere immerso nell'acqua (quasi) bollente, pesava 360 kg. Racconta anche che Polesine è ormai il luogo del Prete, di questo taglio di stinco insaccato nella sua cotenna e non macinato, condito come si fa per il cotechino, e che la Bassa parmense tutta si sta ultraspecializzando: a Sissa la portentosa Mariola, a Zibello dopo il Culatello c'è anche lo Strolghino, a Roccabianca la Cicciolata profumatissima da affettare. E mentre i racconti avanzano, la folla ribolle perché il Pretone è sul tavolo, liberato da ogni paramento, pronto ad effondere ecumenica gioia. Profondamente speziato e sorprendentemente magro, il Pretone si è consumato tra la gente, tra battute taglienti sul deceduto governo e bicchieri allegri di speranze nebbiose. Così, mentre lasciavo la golena, pensavo felice a come ci si sente, finalmente, tra le gente che i Preti li cucina per davvero. E se li mangia pure.

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