Attualità

Cos'è il Ghee, il burro dorato della cucina indiana che l’Ayurveda usa da secoli

pubblicata il 08.06.2026

Profuma di nocciola, resiste alle alte temperature ed è uno degli ingredienti chiave della cucina indiana e dell’Ayurveda. Il burro ghee si sta diffondendo anche in Italia, dal chicken tikka masala alle ricette di tutti i giorni.

Cos’è il burro ghee e perché viene chiamato “burro dorato”

Se frequentate ristoranti o negozi etnici, probabilmente vi sarete già imbattuti in questo curioso ingrediente. Il burro ghee, anche noto semplicemente come ghee, è un grasso ottenuto dal burro attraverso una lenta chiarificazione che elimina acqua e residui del latte, lasciando soltanto la parte grassa.

Durante la preparazione, il burro viene lasciato sobbollire delicatamente fino a quando le proteine del latte si separano e si depositano sul fondo del pentolino. È a questo passaggio che il ghee deve il suo colore dorato e un profumo che mescola note di nocciola, caramello e frutta secca.

Il ghee, oltre a essere molto popolare nella cucina indiana, assume grande importanza nell’Ayurveda, che lo utilizza da secoli in preparazioni alimentari e rituali.

Che differenza c’è tra burro ghee e burro chiarificato

Sebbene simili, burro ghee e burro chiarificato non sono la stessa cosa. Entrambi derivano dalla separazione della parte grassa del burro dall’acqua e dalle proteine del latte, ma nel caso del ghee la cottura prosegue più a lungo. I residui del latte si depositano così sul fondo fino a tostarsi leggermente, sviluppando un aroma più intenso.

Nel burro chiarificato classico il gusto resta più neutro e delicato: è perfetto per friggere, rosolare o preparare piatti in cui serve un grasso stabile ma poco invasivo dal punto di vista aromatico. Il ghee, al contrario, ha un profilo aromatico più intenso e caratteristico, che diventa parte integrante del piatto.

Perché il burro ghee viene usato nella cucina indiana

Il ghee è uno degli ingredienti più usati nella cucina indiana. Serve per tostare le spezie all’inizio delle preparazioni, cuocere riso e verdure, arricchire curry e legumi oppure accompagnare pane naan e chapati.

Il motivo non è soltanto culturale. Poiché durante la preparazione vengono eliminati acqua e residui del latte, il ghee riesce a raggiungere temperature più alte rispetto al burro tradizionale senza bruciare facilmente. Una caratteristica che nella cucina indiana, ricca di spezie e con cotture spesso lunghe, diventa fondamentale.

Nel chicken tikka masala, per esempio, il ghee aiuta a legare meglio gli aromi della salsa e a equilibrare le spezie. Oggi però il suo utilizzo si sta estendendo anche fuori dalla tradizione indiana: nella cucina occidentale si può usare per rosolare le verdure, mantecare il riso, cuocere le uova o aggiungere una nota più aromatica ai piatti di tutti i giorni.

Le proprietà del burro ghee e i rischi per il colesterolo

Nella tradizione ayurvedica si ritiene che il ghee favorisca la digestione perché facilita il lavoro dell’agni, il fuoco digestivo permette al corpo di trasformare e assimilare correttamente il cibo.

Dal punto di vista nutrizionale, il ghee contiene quantità molto basse di lattosio e caseina, che vengono in larga parte eliminate durante la lavorazione. Resta però un prodotto di origine animale con un’elevata presenza di grassi saturi e va quindi consumato con moderazione. Il ghee non va considerato un alimento miracoloso, ma un ingrediente da inserire all’interno di un’alimentazione varia e bilanciata.

Dove comprare il burro ghee, quanto costa e come si fa in casa

Oggi il burro ghee si trova facilmente anche in Italia. Lo si può acquistare nei supermercati più forniti, nei negozi biologici, negli shop dedicati alla cucina indiana e online.

Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità del burro utilizzato come base (per esempio, se proviene da latte biologico) e al tipo di lavorazione, che può essere più industriale oppure artigianale. In media un barattolo da 200-300 grammi costa tra gli 8 e i 15 euro.

Chi lo desidera, può anche provare a prepararlo a casa: non è difficile, serve solo un po’ di pazienza. Bisogna lasciar sciogliere lentamente il burro a fuoco basso, eliminare la schiuma in superficie e filtrare il liquido dorato una volta separati i residui tostati del latte.

Si tratta di una preparazione semplice, lenta e quasi rituale, che racconta bene il motivo per cui il ghee continua ad affascinare così tanto anche fuori dall’India.

Debora Vitulano

Condividi

LEGGI ANCHE