Attualità

Chiamami artigiana, sarò la tua birra

pubblicata il 12.11.2012

Cresce una certa attesa nel mondo delle birre artigianali per l'iniziativa di Interbrau. L'azienda padovana, che opera nel campo della distribuzione sia in Italia che all'estero con un fatturato di 65 milioni di euro, ha annunciato di voler diventare produttore con il marchio Birra Antoniana.Un progetto che promette di scompaginare gli attuali assetti e ridefinire il concetto di artigianalità, con un investimento globale di 12 milioni di euro. Finora nessuno ha potuto assaggiarla, dato che al Salone del Gusto erano presenti solo le bottiglie vuote.“Questo per noi è un sogno che si avvera – confessa Sandro Vecchiato, titolare con il fratello Michele di Interbrau – nostro padre Luigi lavorava alla Itala Pilsen di Padova, ora vogliamo restituire una birra alla nostra città: una birra di Padova da portare in tutto il mondo”.Fin dal nome infatti (Antoniana, da Sant'Antonio da Padova) la birra dei Vecchiato punta a creare un legame con il territorio. Ma sono soprattutto due progetti correlati alla nascita del birrificio che dovrebbero rendere questo legame reale e concreto.Il primo riguarda la selezione di ceppi di lievito autoctoni della provincia di Padova. L'Istituto per la qualità e le tecnologie agroalimentari di Veneto Agricoltura sta in questi mesi campionando fiori e frutti nel territorio padovano. Ogni campione viene in parte incubato a 20°C e in parte a 10°C, per verificare l’eventuale sviluppo dei lieviti in condizioni che simulano l'alta e la bassa fermentazione. I lieviti in grado di attivare la fermentazione saranno sottoposti ad analisi microbiologica e isolati per essere quindi riprodotti”.Il secondo studio è sviluppato dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Parma, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. Si chiama HoPS (Hop Production Services) e punta a favorire la produzione di un luppolo italiano. Per il momento Birra Antoniana sta affiancando i ricercatori nella campionatura e analisi dei luppoli reperibili sul mercato, con l'obiettivo nel lungo periodo di giungere alla selezione di varietà di luppolo autenticamente italiani adatti alla birrificazione.Materie prime che saranno a disposizione del Mastro birraio Luciano Masocco (con un pedigree targato Pedavena) a dicembre e quindi birre disponibili sul mercato nei primi mesi del 2013. Si partirà con una bionda a bassa fermentazione, per sviluppare solo in un secondo momento una gamma più completa. Verrà così inaugurato lo stabilimento di 900 mq di Villafranca Padovana con una capacità potenziale di 3000 ettolitri annui."L'ambizione del Birrificio Antoniano - prosegue Vecchiato – è di segnare un nuova strada tra i microbirrifici e la grande industria, secondo un concetto di artigianalità non legato solo ed esclusivamente alle quantità di prodotto. Per noi l'artigianalità è connessa al rispetto e alla qualità delle materie prime, alla costante presenza del birraio in tutte le fasi di lavorazione e alla paziente attesa dei tempi di maturazione di un prodotto naturale”.

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