Attualità

Bere per ricordare

pubblicata il 26.03.2013

"Non si beve per dimenticare, si beve per ricordare" è una frase che viene attribuita ad autori diversi. Di chi sia la paternità probabilmente non lo sapremo mai. Ma oggi possiamo affermare che contenga un fondo di verità. E questo fondo di verità lo troviamo nel vino forse più frivolo di tutti quanti, quello che incarna lo spirito del piacere puro, del divertimento e della festa: lo Champagne. Uno studio di un team di ricerca del dipartimento di Chimica, Cibo e Farmacia dell'Università di Reading in Inghilterra, ha infatti messo in luce come gli acidi organici contenuti nello Champagne siano in grado di incrementare le prestazioni del cervello. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Antioxidants & Redox Signaling, è andata avanti per sei settimane, durante le quali gli scienziati hanno somministrato l'equivalente umano di un bicchiere di champagne al giorno ad alcuni topi di laboratorio. I risultati sono stati quanto meno bizzarri: i topi hanno registrato un miglioramento della memoria spaziale. Merito appunto degli acidi organici contenuti nel vino francese, che hanno dimostrato di regolare e migliorare il ciclo cellulare nella corteccia del cervello e nell'ippocampo, le parti che controllano l'apprendimento e la memoria. La scoperta è molto promettente anche per gli umani, come dichiarato dalla coordinatrice della ricerca, la dottoressa Giulia Corona: un moderato consumo di Champagne porta a un incremento della memoria anche nelle persone. L'ipotesi è che i composti fenolici possano interagire con le cellule nervose aumentando la comunicazione fra i loro nuclei, oltre che stimolare la rigenerazione dei nervi, responsabili del trasporto dei segnali elettrici al cervello. Pare ne siano consci gli italiani, che stanno spostando molto chiaramente i loro consumi verso gli spumanti, a discapito dei vini rossi, specialmente quelli più strutturati. Lo testimonia anche il successo del Franciacorta, che ha registrato nel 2012 un incremento dei volumi del 25% rispetto al 2011. Ma anche gli stranieri, che ci hanno consentito di incrementare l'export delle bollicine italiane del 28% nel corso del 2012. Anche se, a dirla tutta, i francesi continua a farla da padroni. L'export di Champagne vale infatti circa 2,2 miliardi di euro, quasi tre volte e mezza il valore di tutto lo spumante italiano. Sarà per 'sta cosa della memoria. Immagine: Flickr

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