Attualità

Ammazzo il tempo bevendo vino nero bollente

pubblicata il 24.01.2013

Il bicchiere della staffa. Un'antica tradizione che prevede di bere l'ultimo goccio prima di congedarsi dai commensali. L'espressione nasce nel passato, dall'usanza di farlo poco prima di salire a cavallo, praticamente con un piede sulla staffa. Quante volte abbiamo pensato potesse aiutarci a trascorrere una notte più tranquilla. O quante volte siamo stati sopraffatti da Morfeo dopo una serata di eccessi.Eppure l'alcol, da buon vasodilatatore, può risultare peggio di un caffè. Nel numero di aprile della rivista "Alcoholism: Clinical and Experimental Research" uscirà infatti uno studio dei ricercatori del London Sleep Centre sugli effetti dell'alcol sul nostro ciclo del sonno. E le sorprese non sono poche.Gli scienziati hanno infatti rilevato che un bicchierino prima di andare a dormire accellera l'inizio della fase del sonno, e lo rende subito più profondo del normale. Fin qui tutto bene, a prima vista. I problemi arrivano quando il sonno giunge alla fase REM, quella in cui i nostri occhi compiono dei movimenti molto rapidi (rapid eyes movement appunto), la più importante per la qualità del sonno. È il momento in cui si sogna, senza il quale diventiamo ansiosi, irritabili e abbiamo difficoltà a concentrarci durante il giorno. L'assunzione di alcol poco prima di dormire tende a interrompere e ridurre la durata proprio di questa fase, rendendo il sonno molto meno ripostante.L'assunzione regolare di alcol prima di coricarsi può inoltre alla lunga dare altri problemi come l'insonnia, o aumentare la probabilità di russamento e fenomeni di apnea durante il riposo notturno. Il consiglio del dott. Ebrahim, coordinatore della ricerca, è quello di lasciar passare almeno un'ora e mezza o due dall'ultimo bicchiere prima di andare a letto. In questo modo gli effetti dell'alcol saranno molto meno pesanti sul nostro riposo. A questo punto molto meglio un bel caffè.Immagine: Flickr

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