Il governo Meloni ha ritirato la legge contro la carne sintetica? Facciamo un po’ di chiarezza
Secondo più fonti, il ministro Lollobrigida avrebbe chiesto senza troppo clamore il ritiro della norma, per paura di una bocciatura da parte dell’Ue. Lui però smentisce tutto: “Sarà approvata a breve”
Un disegno di legge “inutile oggi, perché si riferisce a un prodotto che in Italia non c'è”, e inutile “domani, quando l’Ue darà l'autorizzazione” al commercio. Inutile perché nessun Paese dell’Unione europea si può opporre alla libera circolazione delle merci nel mercato comunitario: lo scorso luglio, riportando le parole della senatrice e biologa Elena Cattaneo, su Cucchiaio.it scrivevamo così a proposito del DDL con cui l’Italia provava a bloccare la vendita della carne coltivata nel nostro Paese.
Tre mesi dopo, sembra che la pensi così anche lo stesso ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che avrebbe chiesto (con grande discrezione) il ritiro del provvedimento dopo esserne stato il primo sostenitore.
Il ritiro per il rischio di bocciatura
Secondo più fonti, iniziando dalla trasmissione Report e dal Foglio e proseguendo con vari esponenti politici del centrosinistra, il governo Meloni avrebbe ritirato il disegno di legge sulla cosiddetta carne sintetica, appunto per presunte incompatibilità con le norme comunitarie. La ragione è semplice: così come è scritto, il provvedimento non avrebbe avuto il via libera dalla Ue, cui spetta l’ultima parola sulle leggi degli Stati membri che potrebbero mettere a rischio la distribuzione e la commercializzazione di qualsiasi bene di consumo sul territorio dell’Unione.
Addirittura, il quotidiano diretto da Claudio Cerasa cita parola per parola quella che sarebbe stata la comunicazione fatta dal ministro Lollobrigida ai colleghi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, competente in materia: “Si richiede il ritiro della richiesta di notifica (del disegno di legge, ndr) per un approfondimento delle tematiche oggetto del DDL, alla luce della discussione parlamentare in corso e delle modifiche che il testo potrebbe subire”.
Il ministro Lollobrigida: “Una questione formale”
Nel tardo pomeriggio, il ministro Lollobrigida è intervenuto sulla questione con un post pubblicato sulla sua pagina su Facebook: “Si tratta solo di una questione formale. È stata ritirata la notifica all’Ue per rispetto nei confronti del lavoro del nostro Parlamento. Una procedura attivata in altre occasioni, non solo dall'Italia. Il DDL ha già avuto il VIA LIBERA in Senato, è stato appena APPROVATO in commissione alla Camera e a breve verrà discusso e, io ritengo, approvato dall’aula di Montecitorio”.
Il ministro non ha risparmiato una frecciata ai giornalisti della trasmissione Rai: “Ricordo alla redazione di Report che, come servizio pubblico, dovrebbero non diffondere fake news, o quanto meno dovrebbero provarci. Non solo non ritiro il DDL, ma sono più convinto che mai di dover dar corso alle indicazioni dei Comuni, delle Regioni tutte e dei milioni di cittadini Italiani che ci hanno chiesto esplicitamente di proteggere la nostra salute e la nostra economia”, ricordando poi che “su questa battaglia di civiltà, come su tutti gli impegni assunti dal governo, andiamo avanti. Senza alcun passo indietro”.
Su questo, l’opinione del ministro decisamente non è cambiata rispetto allo scorso luglio, quando ribadì di essere “orgoglioso che sia in discussione una nostra proposta di legge che farà dell'Italia la prima nazione al mondo a vietare la produzione, la commercializzazione e l'importazione di carni sintetiche, in base a un principio garantito dall'Europa”. Il riferimento era al principio di precauzione, che secondo Lollobrigida significa che “se una cosa non è sicura dal punto di vista ambientale o sanitario la puoi proibire, e noi l'abbiamo proibita”.
Al netto delle prese di posizione e della normale dialettica politica, per capire chi ha detto il vero e chi ha mentito non resta che attendere: se davvero l’iter del provvedimento non è stato interrotto, rapidamente se ne dovrebbero vedere gli effetti. Anche se restano forti, fortissimi dubbi sul fatto che l’Italia possa davvero bloccare la commercializzazione dei cosiddetti novel food, come del resto dimostra quanto accaduto con i prodotti a base di farina di insetti, che sono acquistabili da chiunque sul territorio nazionale. Nonostante le roboanti e bellicose dichiarazioni che ne accolsero l’arrivo in Italia.
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