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Il Power Gyoza Don ci racconta l’idea giapponese del cibo alle Olimpiadi

pubblicata il 29.01.2026

Milano-Cortina 2026, il cibo come gesto di continuità culturale anche nello sport ad alto livello. Ecco la ricetta del Power Gyoza Don firmata da Yoji Tokuyoshi

La cultura giapponese sa regalare concetti preziosi che invitano alla riflessione, spesso con una semplicità solo apparente. È così anche per Hara Hachi Bu (はら八分), il principio che suggerisce di mangiare fino all’80% della sazietà e poi fermarsi. Non una regola rigida, ma un modo di costruire il rapporto con il cibo, fatto di misura e ascolto.

Un’idea che avvicina a una forma di equilibrio quotidiano, capace di favorire benessere e longevità. In Giappone questi principi attraversano ambiti diversi della vita quotidiana. Pensiamo ad altri concetti come Mottainai, che ricordano che nutrirsi non è solo un atto fisiologico, ma culturale.

Questo modo di pensare al cibo viene applicato anche in condizioni particolari, come quelle dello sport ad altissimo livello. In occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, gli atleti giapponesi si muovono in contesti lontani dalla loro quotidianità: fusi orari, ritmi serrati, stress elevato e una cultura gastronomica spesso distante dalla loro.

Di questo ci parla il Victory Project®, iniziativa sviluppata da Ajinomoto, realtà con oltre un secolo di storia, che da più di vent’anni accompagna le delegazioni sportive giapponesi nei grandi eventi internazionali.

Una squadra composta da circa venti professionisti segue gli atleti in tutto il mondo, raggiungendo le sedi delle principali competizioni. In prossimità degli alloggi allestisce le G-Road Station, postazioni nutrizionali dove atleti e team trovano pasti studiati per mantenere continuità alimentare e abitudini corrette anche lontano da casa, in contesti complessi segnati da orari irregolari, pressione costante e distanza culturale.

Non si tratta solo di bilanciare nutrienti, ma di preservare un equilibrio. È in questo spazio, sospeso tra performance e quotidianità, che il cibo torna a essere gesto culturale prima che strategia sportiva.

È in questo contesto che si sviluppa una collaborazione che mette insieme la cultura giapponese, lo sport, la cucina contemporanea e la materia prima italiana, in una ricetta gustosa e bilanciata realizzata da Ajinomoto e dallo chef Yoji Tokuyoshi, la ricetta del Power Gyoza Don.

Un piatto pensato per gli atleti giapponesi, ma capace di raccontare molto di più del loro regime alimentare. Al centro dell’idea ci sono i gyoza, celebri ravioli simbolo della cucina giapponese contemporanea, utilizzati come principale fonte proteica, adagiati su una base di riso e accompagnati da dieci verdure di stagione, in gran parte italiane, cotte in un brodo di pollo studiato per essere saporito ma controllato. Il glutammato, prodotto di punta di Ajinomoto, completa il piatto, lavorando sull’umami, alla ricerca di un equilibrio del gusto.

«Sono fiero di partecipare a un progetto che sento molto vicino alle mie corde», dichiara Yoji Tokuyoshi, chef patron di Bentoteca e del progetto Katsusanderia, tanto caro alla città di Milano. «I Gyoza Ajinomoto sono prodotti di altissima qualità che ho abbinato a un brodo realizzato con verdure fresche e locali italiane. Il risultato è un piatto che parla la lingua di entrambi i Paesi, in equilibrio tra gusto e nutrienti».

Il Power Gyoza Don esce dal perimetro sportivo il giorno successivo all’apertura dei giochi. Sabato 7 febbraio sarà possibile assaggiarlo a Milano, al Mercato Isola di Piazzale Lagosta, dalle 12 alle 14, durante la Power Gyoza Don Festa in programma Katsusanderia Izakaya. Cento piatti in omaggio per i primi cento appassionati di Giappone che arriveranno. Un momento che sottrae la ricetta alla performance e la riporta al gesto che l’ha pensata. Perché, prima di ogni gara il cibo può aiutare anche a sentirsi a casa.

La ricetta del Power Gyoza Don
  • Preparazione 40 minuti
  • Esecuzione Facile
INGREDIENTI
  • 1 confezione di Gyoza Ajinomoto
  • sale (3 gr)
  • farina morbida (60 gr)
  • olio per insalata (120 gr)
  • acqua (950 ml)
  • radicchio (65 gr)
  • germogli di soia (115 gr)
  • funghi Shitake (100 gr)
  • carote (65 gr)
  • cavolo verza (115 gr)
  • porro (65 gr)
  • cavolo nero (65 gr)
  • cavolo cinese (115 gr)
  • cipollotto Naganegi (65 gr)
  • fagiolini (65 gr)
  • amido di patate (45 gr)
  • salsa di soia (55 gr)
  • polvere di pollo Ajinomoto (11 gr)
  • mirin (12 gr)
  • condimento umami Aji-no-moto (12 gr)
PROCEDIMENTO
1

Per la base dei gyoza croccanti, mescolare in una ciotola sale, farina, olio e acqua e mettere da parte.

2

Per preparare il composto di verdure, tagliare e affettare le verdure a circa 1/1,5 cm di spessore: il radicchio a rettangoli, i funghi a fettine, la carota a fettine lunghe e oblique, il cavolo verza a rettangoli, il porro a cilindri, il cavolo nero a rettangoli, il cavolo cinese a pezzi e il cipollotto naganegi a fettine oblique. Sbollentare i fagiolini e tagliarli a fettine oblique. Mescolare l’amido di patate con 400 ml di acqua per ottenere il composto di amido.

3

Per preparare il brodo, mettere la polvere di pollo Ajinomoto in una pentola con l'acqua restante e portare a ebollizione. Aggiungere tutte le verdure tagliate e cuocere fino a quando saranno tenere.

4

Spegnere il fuoco e aggiungere i germogli di soia, salsa di soia, mirin e il condimento umami Ajinomoto. Mescolare bene incorporando gradualmente l’amido di patate sciolto in acqua preparato in precedenza. Riaccendere il fuoco, amalgamare fino a bollore e poi spegnere: il composto di verdure è pronto.

5

Scaldare l’olio in una padella, aggiungere 30 ml di base per i gyoza croccanti e portare a ebollizione fino a quando diventa leggermente traslucido.

6

Disporre i gyoza nella padella, coprire e cuocere a vapore per 1 minuto e mezzo; rimuovere il coperchio, far dorare il fondo, lasciare evaporare l’umidità fino a ottenere la croccantezza desiderata, quindi trasferire i gyoza su un piatto.

7

Distribuire il riso nelle ciotole e versarvi sopra il composto di verdure e adagiare i gyoza croccanti.

La redazione

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