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DOC Falerio - Cherri 2012

Data pubblicazione 05.02.2014
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VOTO MEDIO
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DI FRANCESCO ANNIBALI
DOC Falerio - Cherri 2012
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“Falerio” deriva da Falerio Picenus, nome latino della graziosa Falerone, piccola cittadina in provincia di Fermo. Denominazione da tempo in difficoltà, quella del Falerio. Purtroppo. E così i produttori qualche anno fa decisero, per cercare di ovviare alla crisi di mercato, di vinificare in purezza i due vitigni che, insieme al trebbiano toscano, lo compongono: passerina e pecorino.

Con quei due nomi così, simpaticamente evocativi, passerina e pecorino hanno riscosso un bel successo. Ma è fuori di dubbio che la denominazione storica del bianco secco delle Marche meridionali è il Falerio, che può tuttora contare su alcuni interpreti (tra gli altri d’obbligo ricordare Aurora, Rio Maggio, San Savino, ma ce ne sono altri meritevoli) che ci tengono a fare le cose per bene. Intendiamoci: un Falerio non è un Verdicchio né un Fiano, ma un gustoso bianco da pesce e tutto pasto.

Questo di Cherri non vi deluderà, floreale discreto, amarognolo appena accennato, curatissimo senza scadere nel tecnologico e di equilibrio impeccabile. Prezzo sotto i 5 €. Non lasciatelo invecchiare.

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