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"Il Sorbo Allegro" di Villa Armena, Buonconvento SI

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VOTO MEDIO
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DI CHIARA GIOVONI
VOTO
8.2
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INFORMAZIONI
NOMI IL SORBO ALLEGRO DI VILLA ARMENA
Chef CHRISTIAN MELONI DELRIO
Indirizzo Località Armena - Buonconvento
Telefono 0577.808433
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Sempre aperto
E-Mail info@villaarmena.com
Sito http://www.villaarmena.com
Piatto forte Fonduta di fontina Valdostana; piccione foie gras e crema di patate
Prezzo tre piatti 50-80
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Ristorante piemontese trapiantato nel cuore delle colline toscane


Ci sono posti meravigliosamente struggenti che quasi non avrebbero bisogno di altro "dentro" perchè basta quello che sta "intorno". Tra questi, le colline senesi attorno a Montalcino: onde di verde, giallo e bruno a seconda delle stagioni, che quasi ti aspetti svettare un delfino tra una gobba di collina e l'altra lungo la Cassia, la strada che i romani avevano costruito per arrivare a Firenze.

Arrivati nella Valle dell'Ombrone, in un sentiero incorniciato da cipressi che sale in alta collina da Buonconvento troverete un angolo di gioia: si chiama Villa Armena ed è una casa tardo rinascimentale che conserva ancora i suoi pavimenti del '500, perchè dei soffitti sarebbe troppo facile dire. Ci si può anche dormire "con vista" tra quelle mura spesse tanto da sembrare ovattate, ma la gioia starà ad attendervi al piano terra, nel ristorante che porta un nome sorridente, senza doversi fregiare di assonanze con le nobili vestigia della dimora.

Il Sorbo Allegro è un ristorante piemontese trapiantato in Toscana, o quasi. Edoardo Giacone, il proprietario della Villa insieme alla famiglia, è "pura razza cuneese" con un passato londinese. Ha scelto questo nome in onore dell'albero centenario di sorbo trovato nel giardino antistante l'ingresso, e il fatto che sapesse come è fatto un sorbo rassicura e in un certo senso spiega la sensibilità nelle scelte di cucina e di cantina. Ai fornelli, invece dello chef di grido in cerca di un buen ritiro, troverete il sardo-piemontese Christian Meloni Delrio e il suo aiuto, due cuochi poco più che ventenni con il volto da adolescenti, lo sguardo curioso e le mani sorprendentemente abili, cresciuti tra la Valle d'aosta e il Piemonte.

Il menu varia sui prodotti di stagione e la fortuna di capitare nella stagione del tartufo non è poca: Coscia di vitello battuta a coltello, Fonduta di fontina Valdostana, Uovo in cocotte, Tagliolini al burro di montagna, Uovo racchiuso nel tortello con ricotta, Piccione foie gras e crema di patate, tutti "con tartufo bianco". Il burro e lo yogurt arrivano dalle malghe ogni settimana, perchè all'aria di casa non si può rinunciare, ma il resto è fatto qui, con l'acqua buona delle fonti dell'Ombrone.

La cantina è territorialissima, con diverse sfumature di Montalcino tra grandi nomi e piccole produzioni, con qualche escursione fuori-Toscana per bianchi e bollicine, ma il menù col tartufo ha sorriso ad una selezione di sangiovese tra Rosso e Brunello di Montalcino della cantina Mastrojanni. Un battito di cuore speciale per la bottiglia di Brunello di Montalcino Schiena d'asino 2007: note di violette e more, il profumo delle crete in collina con timo e origano che tornano nel sorso profondo e quasi balsamico di fiori carnosi e radice di liquirizia.

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