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Rio Torbido, Casina RE

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.1
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI RIO TORBIDO
Chef SILVIA BIZZOCCHI
Indirizzo SS 63 n. 4 - Casina
Telefono 0522 602157
Orari di apertura sera, dal mercoledi al sabato, domenica anche a pranzo.
Giorno di chiusura Lunedi, martedi
Periodo di chiusura variabile
E-Mail info@ristoranteriotorbido.it
Sito http://www.ristoranteriotorbido.it
Piatto forte

Cucina di pesce: crudo di mare, lasagnette di calamari

Prezzo tre piatti 35-50
Prezzo degustazione 35-50
Visitato in data 19.11.2014
Accetta carta di credito SI
Parcheggio SI
SCOPRI DOV'É

una cucina di mare attenta a costi garbati, con una piccola ma meditata cantina

 

Rio Torbido è una curva della Statale 63 conosciuta dal tempo dei tempi da viandanti a quattro e due ruote, incluse quelle a pedali: luogo di pizzerie e trattorie, di mangiatone e sgavazzi di ogni ordine e grado. Più d'uno tentò di ricondurla a dimensioni gastronomiche: ora ci prova con entusiasmo Silvia Bizzocchi, giovine volonterosa. Tratta pesce che l'ama, e si vede bene: ma non si esime, e con saggezza, dal praticare piatti e tratti della cucina locale.

Il locale è dignitosamente seventies, recuparato nella sua onesta autenticità, dal marmettone al soffitto in legno a capanna. Il menù è trasversale: la colonna dei prezzi è garbata, oltremodo. La carta dei vini è piccolina, ma contiene quasi tutte le etichette che vorresti avere in cantina, di nuovo a prezzi potabili: finito il lungo ed accorato applauso anche a Manuel, che si districa in sala tra bottiglie e comande, chiami qualche piatto dalla carta.

L'inizio dice insalatina di cavolo rosso, grana e melograno. Segue il piatto di mare crudo, con sontuoso scampo, stuzzichevole gambero rosso, seducente il viola. La citronette è delicata.

I ravioli di broccoli sono eccellenti per ripieno e per sfoglia, sottilissima, polputi e fitti. Le sarde sono freschissime e piene, appena adagiate sui compagni di viaggio, anch'esse perfette. Magari senza troppa reciproca confidenza, ma resta l'idea. La robustissima lasagna di calamaro giunge al tavolo caldissima, al punto giusto per tenere in composta morbidezza il mollusco e pur esigendo forza e sostanza, ti sorprende per inopinata leggiadrìa.

Splendidamente "abboccato" il baccalà, di gran stirpe, cotto al punto, viscosamente agguantato da una collosa salsa delle sue trippe: ove quell'aggettivo significa il riassunto di un abbraccio papillare che appaga alquanto: ed anche meglio è il ruvido incontro con la granella di frutta secca. Assai più spiazzato il rombo con le carote, che incute un filo di sgomento già dall'architettura: le serpeggianti e dolcissime carote prevaricano il pesce, un po' maltrattato da una cottura al vapore fin troppo profonda. Resta come un quesito irrisolto.

E' invece particolarmente godibile la tatin di mele: acquisito il gelato alla vaniglia, ecco lo scoppiettante crumble alla fava Tonka. Gratificante la freschezza del sorbetto alle 3 erbe, in cui coriandolo, menta e prezzemolo trovano felice unione. Pregevole anche la piccola pasticceria che ragala l'ultima dolcezza. Per dire l'ultima delicatezza, caffè servito (anche) in infusione.

Bella materia, trattata bene; determinazione e coraggio; idee chiare ed entusiasmo valgono il breve viaggio verso Casina. Piccoli inciampi di percorso si leggono come gradini di una crescita che accoglieremo con gioia, che la ristorazione reggiana ne ha bisogno e tanto.



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