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Rebelot

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
8.0
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI REBELÒT DEL PONT
Chef MATTEO MONTI
Indirizzo Ripa di Porta Ticinese, 55 - Milano
Telefono 02.84194720
Orari di apertura lun - sab 18:00 - 2.00; dom 12.00 - 00.00
Giorno di chiusura Martedì
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail rebelotdelpont@gmail.com
Sito http://www.rebelotdelpont.com/
Piatto forte

i "piattini" dello Chef

Prezzo tre piatti <35
Prezzo degustazione 50-80
Visitato in data 22.02.2016
Accetta carta di credito SI
SCOPRI DOV'É

Formula insolita, ambiente gioiosamente farfallone, caos ordinato: e una mano felice in cucina. Aperto fino a tardissimo, disponibile per un bicchiere o per un pranzo da veri buongustai.

 

Il locale

Nei pochi metri quadri del Rebelòt del Pont, side-project dell'attiguo e più famoso Pont de Ferr, va in onda una trasmissione in cui fa piacere essere protagonisti: scanzonato l'arredo tra modernariato e curiosità, bicchieri di cristallo e lavagne, legno e cucina a vista con bancone. Tavoli vicini, prevedibilmente.

La cucina

Matteo Monti si muove sicuro e ardimentoso dietro il bancone a cui non raramente trovano posto dei clienti. Si fa carico delle selezioni dei "piattini" ma anche del menù gastronomico, un percorso di impegno. Manda in tavola piccole composizioni attente all'aspetto ma lontane dall'esserne schiave, con sapori decisi e accostamenti che fuggono l'acrobazia ma non l'audacia. Flessibilità totale, ed è un bonus non piccolo.

I piatti

Lo chef cucina "sul" mercato, e se lo si lascia libero, prepara piccole porzioni dei piatti in carta o creazioni estemporanee.

L'ottimo pane con pasta acida anticipa una florida - e assai fragrante - tempura di polpo con erbaggi e la fucilata di 'nduja: non ne chiedi altre 12 perchè è già arrivato il secondo "piattino", una delicata crema di baccalà con le chips di topinambur. Ottima, temprata, avvolgente, penetrante la zuppa di legumi, folgorata da mazzancolle e alghe.

Nel vasetto da oleocottura la palamita con pomodoro e cipollotto, pronti per farsi sorprendere da un'insalata che sa far sospirare. Non solo e non tanto per le foglie, quanto per le piccole sorprese che via via si scoprono affondando, dai dressing dolce agri alle salsine vegetali acuminate e convinte.

Immancabile il dimenticato ma modernissimo Quintio Quarto, che unisce a salsiccia di Bra e fagioli un bel taglio di trippa al sugo. Monumentale la guancia brasata, burrosa fino alla cremosità, su cui svettano bucce di patate fritte e salate.

Dolci non dolci: una interpretazione del dessert non certo innovativa, ma azzeccatissima, in particolare con la mattonella di cioccobianco all'olio d'oliva, sincera e sorprendente.

La cantina

Si beve bene al Rebelòt, e si palesa qui il vantaggio dell'esperienza di Maida Mercuri e del Pont de Ferr. Tra le scelte anche referenze inusuali: non regali, ma prezzi potabili.

Il servizio

Negli angusti spazi gestire così tante portate è lavoro da anguille o contorsionisti: il personale di sala va veloce e ci prova, con bel piglio convinto. Nel pienone anche lo chef non disdegna scivolare sotto il banco per servire qualche piatto. Tutto ammantato di giovialità.

Il conto

Se ti lasci prendere la mano, in questo come nei Tapas bar o nei Sushi bar il totale può anche salire. Ma affidandosi ad uno dei percorsi (3, 5, 7 piattini) si resta bel al di sotto la soglia psicologica dei 50 euro.



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