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Ratanà

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.3
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI RATANÀ
Chef CESARE BATTISTI
Indirizzo Via Gaetano de Castillia, 28 - Milano
Telefono 02.87128855
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Mai
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail info@ratana.it
Sito www.ratana.it/
Piatto forte

Risotti, Goulasch, Pasticceria

Prezzo tre piatti 35-50
Visitato in data 05.05.2016
Accetta carta di credito SI
Dehor o tavoli all'aperto SI
SCOPRI DOV'É

Una delle tavole più frequentate della città per la buona cucina e per la popolarità di un approccio disincantato che non rinuncia all'umorismo e al piacere del convivio

 

Il locale

Un edificio pittoresco, una casina nel bosco - che in realtà aveva ben altri usi in passato - che pare di fiaba al cospetto dei molossi di cementacciaio che la circondano; fitto di tavoli e con la cucina che si intravvede tra libri bottiglie e vinili, uno straordinario spazio a giardino da attraversare per raggiungere la scalinata d'ingresso.

La cucina

Ormai sulla cresta dell'onda da anni, la cucina del Ratanà è nelle salde mani di Cesare Battisti, un cuoco generoso e comunicativo che ama ridurre le distanze tra sè e gli avventori: con piatti accessibili, frequenti richiami alla tradizione meneghiana, una certa informalità e un centravanti di sfondamento come Luca De Santi in pasticceria.

I piatti

Sgranocchi mondeghili, una cucchiaiata di caponata con la crema di piselli, bevi un bicchiere suggerito con partecipazione, e attendi la "russa a modo mio": ed è già il momento di essere felici, perchè una manciata di tuberi di varia estrazione si marita con una "maionese" di patate schiacciate, con esito disincantato e garrulo. E si gode proprio.

Il pane - qui di buona qualità - accompagna un'insalata di fagiolini mangiatutto, nome che resterà misterioso: con il formaggio e le briciole di pane un boccone lieve e fresco. La giusta introduzione delle mattonelle di testina croccante fritta, dense e gelatinose, ricche fino allo stordimento papillare.

Il risotto - uno dei capisaldi espressivi dello chef - è mantecato con grazia e insaporito dal sugo d'arrosto, delicato e lascivo, con il chicco definito e una cottura non impervia. Il goulasch con il purè è una bella chiusura in gloriam: sensazioni consuete, ma ben eseguite.

Il capitolo della pasticceria è meritorio: una mezza manica croccante incontra una salsa di pomodoro e fragola, per dire. Travolti da un senso estetico rarefatto e raffinato potrai perderti tra il cioccolato e limone, il risolatte con i piselli (sic), la panna cotta con le fragole trasfigurata in un piatto astratto ma praticabile, o quello che la fantasia suggerirà quella sera.

La cantina

Notevolissima la scelta al bicchiere, con una ventina di falconi alla mescita tra referenze tutt'altro che prevedibili, anzi decisamente inconsuete. Alcune dedicate proprio agli appassionati, tra produzioni piccolissime e ricerche naturalistiche. Altrettanto composita la carta, esposta a prezzi in linea con la piazza, e fors'anche in non pochi casi pià accattivanti.

Il servizio

La sala è sempre affollata, il personale giovane e solerte, e pronto a rispondere a tutte le istanze. Nel momento del pienone inevitabile qualche momento di pausa, peraltro trascurabile. Unico appunto la rumorosità del luogo che allo scendere del livello del liquido nelle bottiglie tende a diventare importante.

Il conto

Ratanà vince sul numero, non ha bisogno quindi di infierire sul singolo piatto: la cena si può arrestare sotto la "deadline" dei 50 euro.



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