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Pont de Ferr

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.1
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INFORMAZIONI
NOMI PONT DE FERR
Chef VITTORIO FUSARI
Indirizzo Ripa di Porta Ticinese, 55 - Milano
Piatto forte

sfogliatina di patate e caviale, sgombro con raviolini neri

Prezzo tre piatti 50-80
Prezzo degustazione 50-80
Visitato in data 03.09.2015
Accetta carta di credito SI
Dehor o tavoli all'aperto SI
Accetta animali SI
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Punto di riferimento storico per una ristorazione non adagiata sulla routine, il Pont de Ferr ha un nuovo chef sul ponte di comando: Vittorio Fusari e la sua cucina solida e concreta, non priva di guizzi.

 

Il locale

Affacciato sul Naviglio proprio nelle vicinanze del ponte di ferro che dà il nome al locale, una "Osteria con cucina" che in realtà dell'osteria mantiene solo il nome e la figura dell'ostessa, quella Maida Mercuri nerovestita che giganteggia - alla pari del suo sorriso - nella capacità di lettura della sala e del singolo avventore. Le sale da pranzo sono immutate nel tempo con i mattoni a vista e i tavoli piccolissimi, arredati con una sola tovaglietta di carta, mentre nella bella stagione anche la pubblica via ospita una decina di tavoli.

La cucina

Com'è arcinoto, dopo molti anni lo chef de cuisine è cambiato: ora fa capolino dalla porta sempre aperta della cucina la figura di uno dei Capitani Coraggiosi della ristorazione italiana, quella di Vittorio Fusari. Indimenticato protagonista di storie affascinanti ad Iseo prima, in Franciacorta poi. Oggi porta il suo carisma e la sua profonda conoscenza in riva al Naviglio, mettendo ordine e linearità nell'offerta del Ponte.

I piatti

La batteria degli appetizer è da ristorante con ambizioni: parecchi bocconi poi sono particolarmente riusciti. Insolita la terrina di tinca, regolari i mondeghili, curioso il salmone con polvere di Campari. Ancora un "nigiri" di tonno e cipolla, un'oliva al Martini, una cialda al risotto alla milanese. Infine un bel piatto di gamberi di Santa Margherita, adagiati su un carpaccio-velo di storione, e i pistacchi e il gelato.

Pietra miliare del curriculum dello chef, la sfogliatina di patata e caviale risulta deliziosa nella spuma fredda di patate e nelle nere perle, mentre il boccone di pasta sfoglia ripieno è più polputo e fitto. Lodevole l'intervento fresco-acido della salsa al Franciacorta di contorno.

Spiazza il piattone di spaghetti Cavalieri: t'aspetti un vortice di sapori, perchè il carnosissimo prodotto pugliese può per calibro e densità sopportare bene il tuono della colatura di alici, aglio, olio, peperoncino. Il risultato invece è assai delicato, e la pasta si prende tutta la scena. Più rotonda la pietanza, con il rustico sgombro cotto alla vecchia maniera, piastra rovente e via, si accompagna bene a dei raviolini neri ripieni di gamberi, la nervosa salsa, i gamberi crudi che presidiano il piatto, l'ispida salicornia a chiudere il giro.

Tra i dessert, innocuo il gelato al pepe con una semplice gelatina al basilico e un telefonatissimo crumble.

La Cantina

Uno dei punti di forza dell'Osteria, soprattutto se ci si affida agli abbinamenti alla mescita: non sempre acrobatici, ma non privi di una certa attenzione. Per il resto una scelta, anche di rossi importanti, proposto con i ricarichi abituali sulla piazza.

Il Servizio

Anche se a volte pare che lo stuolo di camerieri abbia sembra un'urgenza altrove, il risultato è però quello di un'attenzione continua e rimarchevole. L'interazione limitata alla declamazione garbata e competista dei piatti, assurge ad arte solo nell'intervento dell'Ostessa.

Il conto

Dell'Osteria nel conto non resta nulla: convenienti le Degustazioni in carta, da 60 a 75 euro per la scelta di mercato, cioè quella più creativa. Esiste poi anche la fumigante "Follia", ben 130 euri affidati completamente allo Chef. Alla carta piatti "pesanti" da 20 a 40 il pezzo.



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