OK

Pont de Ferr, Milano

#
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
6.4
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
NOMI AL PONT DE FERR
Chef MATIAS PERDOMO
Indirizzo Ripa di Porta Ticinese, 55 - Milano
Telefono 02.89406277
Orari di apertura Pranzo e cena
Periodo di chiusura 1-10 gennaio; 10-18 agosto
E-Mail pontdeferr@gmail.com
Sito http://www.pontdeferr.it
Piatto forte Gnocchi morbidi di patate affumicate con gamberoni e zucchine
Prezzo tre piatti 35-50
SCOPRI DOV'É

Una cucina che azzarda spesso e volontieri, spesso con più attenzione alla confezione che all'esperienza gustativa, ma anche un percorso indubbiamente tutt'altro che banale


Ci vuole una notte di gennaio quando dalle Alpi si infila giù quell'aria gelida che ti stacca via il naso. Ci vuole per renderti conto che Milano è molto più bella di così. Hai abbastanza freddo per camminare a passo di carica e non soffermarti sulle file infinite di vetture temporaneamente archiviate lungo i marciapiedi. I binari smessi del tram sono piste elettriche per automobiline dimenticate, lanciano barbagli multicolori di rimando delle luci artificiali.
Ci vuole una notte polare per sentire l'umidità che sale dal Naviglio Grande e si ghiaccia a mezz'aria e anestetizza le nari, barriera impenetrabile per olii e gasolii. Quasi quasi ti vien di trovare belli quei neon blu fluorescenti che decorano i ponti sul canale, e le rive, come traccianti di cannoni spaziali ripresi da film di fantascienza analogici. Di certo troverai Milano molto più bella e molto più pertinente di quelle mattine in cui gli abitanti delle vetture spetazzanti ti maledicono per il minimo errore di corsia.
Lungo il Naviglio Grande c'è folla di locali, e temerai di varcarne la soglia per callida fama: forse sarai più convinto dai "menù" lunghi come stendardi appesi sulla porta del "Pont", dove si pratica e si favorisce "lo spionaggio gastronomico". Bancone, tavoli e sedie nudi con paginetta per tovaglietta, e il sorrisone dell'ostessa - un'ostessa di rango - che ti guida passo passo nelle scelte. Facilmente t'arrenderai alla Degustazione, magari con qualche bicchiere dal vasto bottigliame appeso ai muri sugli alti scaffali, per avere subito una gran assiette di pani: dai grissini alla carta musica, alle burrose brioscine. Curiosa l'apertura dolce, con una crema bruciata di fichi che vale un dessert, ottima e abbondante.
Il primo piatto cucinato dice già tanto della cucina, che si lascia volontieri andare a elzeviri e riccioli di gusto: sono ostriche crude da mangiare nel loro guscio, per la verità una specie di pasta sfoglia croccante che potrai gustare a mano come una tartina. Nell'insieme un boccone fresco e frizzante, seppur afflitto dalla bavetta d'ordinanza.
Il cous cous di cocco con zuppetta d'ostriche al curry e pesce di mare - gamberi - è una preparazione ardita, ma in cui risulta sabbiosa ed eccessiva la presenza del cocco grattuggiato, poco convincente nella contrapposizione con la salsedine. Più azzeccati i gnocchi morbidi di patate affumicate con gamberoni (gamberoni!) e zucchine. Serviti sull'ardesia, sorprendono con questa insolita consistenza del marshmallow, ottenuta ad evidenza con tecnica acrobatica. Funziona l'uso del tiepido/fresco con la verdura e i semi di pomidoro in appoggio al leggero fumoso dei gnocchi, probabilmente il piatto migliore della serata. Seguono i ravioli di sola pelle di latte bollito e zucca, di difficile indagine: sfoggio di sapienza, ma restano poi coperti da una mole eccessiva di riccioli di formaggio che rimarrà l'unico sapore persistente. Stucca la debole zuppa di pesce (gamberi!) seppur sostenuta da una buona idea di bisque, in cui avverti qualche deriva ferrosa che annebbia la composizione.  A chiudere una azzardata combinazione di midollo, gelèe di cipolla e ricci di mare, per la verità scomparsi nell'opulenza conclamata della preparazione.
Per dessert un bianco su bianco con un po' di confusione attorno: spandimenti di meringa e zucchero filato che regalano piccoli momenti di gioia quando addenti il cuore zuccherino e l'idea di panettone.
La cucina del giovanissimo Matias Perdomo non si perita di prendersi dei rischi: anzi azzarda spesso e volontieri, e questo è bene. A volte la troverai velleitaria, con più attenzione alla confezione che all'esperienza gustativa, ma il percorso è indubbiamente tutt'altro che banale. Magari troverai che in tanto sfoggio di creatività stona la ripetizione dei gamberi in tre piatti su sei, ma la personalità risalta pur nei momenti meno brillanti, quando la profusione di erbette foglioline fiorellini semini e pirullini ha più l'aspetto della decorazione.
Il conto non è popolare: 70 euri per la Degustazione di 6 + 1 piatti, tassa "Navigli" inclusa.

CONDIVIDI


COMMENTA


#