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Piazzetta Milù, Castellammare di Stabia NA

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VOTO MEDIO
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DI GIAMPIERO PROZZO
VOTO
7.4
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INFORMAZIONI
NOMI PIAZZETTA MILÙ
Chef CRISTOFORO TRAPANI
Indirizzo Corso Alcide De Gasperi, 23 - Castellammare di Stabia
Telefono 081.8715779
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Domenica sera, lunedi pranzo, mercoledi
Periodo di chiusura Variabili in agosto
E-Mail emimilu@hotmail.it
Sito www.piazzettamilu.it
Piatto forte Ravioli di ragù di agnello su fonduta di parmigiano, crumble di cacao e sale di Cervia
Prezzo tre piatti 35-50
Visitato in data 28.01.2014
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Scoprire un giovane chef promettente


Castellammare di Stabia non riesci a vederla da dentro, bisognerà superarla per leggerne il ritaglio nel golfo. E' lì, dalla statale che poi conduce agli stapiombi della costiera sorrentina che si svela la città. Una Napoli, quella olografica di mille cartoline, rovescia. Con il Vesuvio al contrario, come a chiudere il mare, ma a destra. Per le strade o i marciapiedi, viceversa, ti perdi tra i suoi palazzi e i suoi traffici, riconoscendola solamente dove tutto termina con il respiro della salsedine e quel vento forte a spettinare i capelli. Parallela a questo orizzonte d'acqua c'è il Corso e nel mezzo PIazzetta Milù, il ristorante della famiglia Izzo che ha da poco accolto come un altro figlio un giovane chef, Cristoforo Trapani da Piano di Sorrento.

All'inizio la carta. Per percorrerla occorrera' tempo e attenzione almeno in egual misura a quello impiegato per costruirla. Due pagine di birre, etichette di vini scelte mai a caso o per fare volume, piatti diversissimi e interessanti con la pagina della brace poi ad offrire carni davvero preziose a queste altitudini.

E ancora c'è la degustazione a pranzo per 25 euro, o quella di 7 portate con 4 vini in abbinamento per 80. In mezzo si può stare comodi navigando tra quei 10 ed i 25 euro delle singole righe da addizionare  a  comporre l'avventura più giusta. Ovunque si rinverranno tracce di quel talento ancora grezzo che promette future meraviglie, comunque incontrerete qualche lampo di genio sul quale azzarderete scommesse di stelle.
E dall'inizio, da subito.
Da quando devi andare indietro con la memoria per ricordare un avvio così giusto come quel gambero crudo che amoreggia con la zucca. E il limone perfetto a mettere zizzania.
O quei 30 tuorli in pasta a comporre il perfetto raviolo di ragù di agnello che si adagia sul parmigiano fuso con la sorpresa del crumble di cacao.
Ma anche con la zuppa di pesce dove una marmellata di peperoncino riesce a marcare le differenti identità' di spigole, scampi, capesante o polpi che siano in un esercizio di strabiliante misura e raffinatezza.
Potrebbe bastare, magari regalandosi un gran finale con le suggestioni multisensoriali di quella navicella trasparente planata sul tavolo dove la mousse di cioccolato bianco e il fondente biscottato si nascondono sotto le foglie di tartufo nero in una splendida sinfonia invernale.
Eppure ci sarebbe tanto altro, magari senza altrettanta meraviglia, ma dove affiora un mestiere e mille pensieri forse troppo lunghi da spiegare. Magari rischiando di non riuscire a menzionare un servizio attento e curatissimo che accompagna dai pani fino al caffe' col garbo e l'eleganza di Emanuele o non avere l'ultimo rigo per l'umiltà, la tenacia e la propensione all'ascolto che lo chef Cristoforo Trapani dimostra di aver appreso -ancor prima dei virtuosismi- andando a scuola dai grandi come Scabin e Cannavacciuolo.

 

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